Serviva l'attesa uscita di "The Game", il saggio sull'era digitale di Alessandro Baricco, per "convincere" Einaudi ad aprirsi a social come Facebook e Instagram...

Serviva l’attesa uscita di The Game, il saggio sull’era digitale di Alessandro Baricco in libreria per Stile Libero, per “convincere” Einaudi ad aprirsi a social come Facebook e Instagram? Sì perché finora in via Biancamano si era preferito puntare sul più giornalistico Twitter, attraverso un canale particolarmente seguito (186mila follower) anche grazie a una voce assai personale, oltre che alla rilevanza del marchio e alla qualità delle pubblicazioni.

E così, nel piccolo mondo del libro nostrano, l’odierno sbarco di Einaudi sui discussi social (soprattutto Facebook) di proprietà di Mark Zuckerberg a 2018 inoltrato sta facendo a suo modo notizia.

Tornando a Baricco, per “lanciare” i nuovi canali è in arrivo un dialogo in diretta video tra l’autore di Oceano Mare e Seta e lo scrittore Ian McEwan (moderato dalla giornalista di Repubblica Simonetta Fiori, che sarà poi proposto da Robinson).

Quanto alla presenza su Facebook di case editrici storiche, forti di un catalogo di qualità, Einaudi arriva oggettivamente in ritardo, e staremo a vedere con quale stile. Per fare solo pochi esempi, marchi come Adelphi, Bollati Boringhieri o la stessa Treccani da anni sono presenti sul social più frequentato, ognuno con un approccio piuttosto riconoscibile. E di esempi se ne potrebbero fare diversi, solo per restare all’editoria italiana.

Quanto a Instagram e in particolare alla tendenza (abusata?) ad associare, nelle fotografie, i libri a tazzine di tè o caffé, fiori, dolci (a dirla tutta una moda non solo italiana…), proprio il profilo Twitter di Einaudi qualche tempo fa aveva alimentato un’interessante discussione dai toni abbastanza critici. Inevitabile la domanda: adesso come si comporterà Einaudi su Instagram? Che tipo di scatti proporrà? Cederà alla moda di questi anni, magari testando una via personale?

Anche perché, visti le continue modifiche ai misteriosi algoritmi di Facebook, le aziende (comprese quelle editoriali) negli ultimi tempi stanno puntando proprio su Instagram, social in ascesa. E a questo proposito, un brand che punta ad avere un cosiddetto “profilo business” sul social delle fotografie, deve prima possedere una pagina Facebook ufficiale (che non è necessaria se si desidera solo una pagina Instagram “verificata”; per intenderci, con la spunta).

I follower della pagina Twitter di Einaudi possono comunque stare tranquilli, il profilo continuerà a essere protagonista, anche se non sarà più l’unico della casa editrice.

 

 

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