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Sinossi

James Clifford è il maggiore esponente,riconosciuto a livello internazionale, di quella che si può chiamare la «svolta letteraria» in antropologia. Finita la certezza della identità (il civilizzato da una parte, il primitivo e il selvaggio dall’altra) e compromessa la stabilità dei luoghi (il più piccolo villaggio in cui il ricercatore può recarsi è popolato di turisti, oltre che di altri antropologi), si può dire che tutto diventi oggetto dello studio antropologico. Si pensi alla mescolanza di etnie e di culture che si incrocia in un aeroporto, al sovrapporsi di tradizioni e di modernità, in breve alle articolazioni contemporanee della diaspora, cui è dedicato uno dei saggi più importanti del libro. Rispetto al precedente I frutti puri impazziscono, qui è più accentuato lo spostamento del centro dell’interesse nel senso del viaggio, del passaggio di frontiera – con conseguente contaminazione, ibridazione, vicendevole influenza e trasformazione delle culture. A questo mutamento dell’oggetto stesso della ricerca antropologica corrisponde uno stile di esposizione interpretativo, mediante il quale l’autore mette in gioco se stesso nei suoi rapporti con le realtà sempre in movimento di cui fa parte, che lo comprendono e lo modificano. Cosicché non stupirà trovare qui alcuni scritti autobiografici e altri animati da una vera e propria ricerca letteraria.

  • ISBN: 8833919005
  • Casa Editrice: Bollati Boringhieri
  • Pagine: 461

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€18,00

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