Sinossi

Ci sono autori come Daniel Pennac, Gianni Rodari, Bruno Tognolini, che hanno il dono di restituirci ciò che siamo stati e che ci fanno vivere con più consapevolezza e più leggerezza la nostra condizione di adulti. Stefano D’Andrea è così: racconta storie di bambini, di genitori, di insegnanti, di giochi, di paure, di affetti, di aspettative, di frustrazioni. Con le sue storie apre squarci luminosi sul nostro essere stati bambini, su cosa pensavamo della scuola, del cibo, della mamma, degli amici, sui nostri sentimenti, sull’allegria e la tristezza. Quando si è bambini non si riescono a fare le cose da adulti. Ed è anche giusto perché se no crescere non avrebbe senso. E quindi i bambini non possono guidare la macchina, non possono usare il denaro e contrattare un prezzo o amministrare la giustizia. I bambini fanno i bambini. Di solito piangono quando hanno fame o sonno, o se si sono fatti male, e quando c’è una difficoltà chiamano la mamma. Però è vero anche il contrario. Cioè che gli adulti non sono più capaci di fare le cose da bambini. Per esempio non sanno correre felici per casa quando scoprono che per cena c’è il loro piatto preferito. Spesso non sanno nemmeno piangere quando qualcosa li rende tristi o disperati. Gli adulti non danno più tanta importanza ai bisogni primari come il sonno o la fame o farsi abbracciare da chi gli vuol bene, come se con il tempo fossero diventate tutte cose inutili. E invece no, nel fondo del nostro cuore, lo sappiamo benissimo, non sono cose inutili, ma tendiamo a dimenticarcene: per fortuna ci sono libri come La vita è un apizza che ce lo ricordano strappandoci un sorriso.

  • ISBN: 8863809038
  • Casa Editrice: Corbaccio
  • Pagine: 195
  • Data di uscita: 12-02-2015

Dove trovarlo

€16,00

Eventi

Nessun evento disponibile al momento

Tutti gli eventi

Il Libraio per te

I libri scelti in base ai tuoi interessi

Il Libraio per te

Scopri i nostri suggerimenti di lettura

Ancora alla ricerca del libro perfetto?

Compila uno o più campi e lo troverai