Dagli Smiths a Robert Palmer, passando per Lucio Dalla e Alessandro Mannarino... Quando scrive i suoi romanzi, Valentina D'Urbano non ama il silenzio... - Video

di Valentina D’Urbano

 

Gli scrittori secondo me si dividono in due grandi categorie: quelli che mentre scrivono ascoltano musica e quelli che, invece, preferiscono il silenzio. Poco importa se sono scrittori di fantasy, di thriller o di romanzi, se hanno già pubblicato o stanno ancora cercando la loro strada per uscire allo scoperto, o magari scrivono per hobby. Poco importa se vendono migliaia di copie o solo qualche decina: in ogni forum che tratta di scrittura, spunta sempre fuori, prima o poi, una domanda sulla musica.

Personalmente, faccio parte del primo gruppo. Quando scrivo ho sempre gli auricolari, perché avere qualcosa in sottofondo mi aiuta a concentrarmi. Certo, a volte sono talmente concentrata che la musica si perde, diventa brusio e poi non ricordo neanche bene cosa stavo ascoltando, ma nel momento in cui mi metto al pc per scrivere, ne ho bisogno. Diventa una specie di conforto, una spinta in avanti, soprattutto in alcuni passaggi che magari sono chiarissimi nella testa ma difficili da trascrivere.

Col passare del tempo, ho adottato un metodo infallibile: uso delle playlist, che mi sono preparata in precedenza, composte da canzoni che nella mia ottica hanno un’affinità con la storia che ho intenzione di raccontare. Poi col tempo e mano a mano che proseguo nella scrittura magari i brani cambiano, ne tolgo alcuni e ne aggiungo altri che mi sono venuti in mente, o stravolgo quasi tutto. Alcune canzoni però rimangono, restano lì dall’inizio alla fine. Sono quelle che, una volta finito di scrivere, resteranno in qualche modo legate al libro, quelle che anche a risentirle a distanza di anni mi faranno ripensare a certi personaggi, come quando associ una canzone all’estate più bella della tua vita, alla tua amica partita per Londra, all’ultimo esame dato all’università, a quel periodo nero in cui ti sentivi solo come un cane. Funziona così anche per le canzoni che usi quando scrivi libri.

Per “Quella vita che ci manca” (Longanesi) ho usato moltissimi brani di artisti talmente diversi tra loro che metterli nella stessa playlist risulta quasi cacofonico. Ne ho scelti sette, quelli che sono stati lì dall’inizio, quelli che non ho cambiato mai. Quelli che adesso, per me, rappresentano l’anima musicale del mio ultimo libro…

 

1. Please please please let me get what I want – The Smiths
So for once in my life, let me get what I want, Lord knows it would be the first time…


2. A mano a mano – Rino Gaetano
E a mano a mano, mi perdi e ti perdo, e quello che è stato mi sembra più assurdo, di quando la notte eri sempre più vera…

 

3. Statte zitta – Alessandro Mannarino
E state zitta, che ne sai tu de quello che sento, c’ho ‘na fitta ma nun me lamento, nun me lamento…

 

4. Fast Car – Tracy Chapman
You got a fast car, but is it fast enough so we can fly away, we gotta make a decision, we leave tonight or live and die this way…

 

5. Johnny and Mary – Robert Palmer
Johnny’s always running around, trying to find certainty, he needs all the world to confirm, that he ain’t lonely…

 

6. Frederick – Patti Smith
On this night of wonder, on this night i know, I would give all if you called to say Hello…

 

7. Anna e Marco – Lucio Dalla
Ma dimmi tu dove sarà, dov’è la strada per le stelle, mentre ballano, si guardano e si scambiano la pelle…

 

 

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