Intervista al direttore editoriale della Bompiani sulla sfida tra il colosso di Jeff Bezos e numerosi importanti editori e autori americani ed europei

Amazon vs editori tradizionali, la battaglia sul prezzo degli e-book (e non solo) si è ormai allargata, e dopo gli Usa (con il duro scontro che ha visto
protagonista Hachette), è arrivata anche in Europa, coinvolgendo anche
in questo caso grandi marchi e grandi autori (qui tutte le tappe del braccio di ferro e le posizioni in campo, oltre all’intervista all’Ad del gruppo GeMS Stefano Mauri). E l’Italia? Anche il nostro mercato editoriale sarà presto coinvolta? Ne abbiamo parlato con il direttore editoriale della Bompiani Elisabetta Sgarbi.

Dagli Usa alla Francia, passando per la Germania, cresce la protesta degli editori (e di numerosi grandi scrittori) contro i “boicottaggi” di Amazon nei confronti degli e-book e dei libri cartacei dei marchi che non accettano di adeguarsi alle richieste del colosso di Seattle. Lei con la sua Bompiani finora ha mai avuto problemi con il discusso portale di e-commerce?
“Problemi di questo livello no, non ancora, nel senso che tutto al momento sembra rientrare nella normale, magari difficile, negoziazione di interessi diversi, come peraltro ha detto Mauri nei giorni scorsi al Corriere della Sera“.

Condivide le due lettere aperte di oltre 900 autori americani (tra cui John Grisham, Stephen King, Donna Tartt, Scott Turow e tanti altri big) e di circa 1200 scrittori tedeschi, austriaci e svizzeri (tra cui il premio Nobel Elfriede Jelinek), che criticano apertamente il metodo-Amazon? Senza dimenticare che in Francia, nei giorni scorsi, il ministro della Cultura Aurélie Filippetti ha parlato di
“attentato inaccettabile all’accesso ai libri e alla diversità letteraria
ed editoriale”…

“Certamente, nei casi che lei cita, ci troviamo di fronte a uno scontro tra colossi editoriali. Però, mi sembra giusto sottolineare questa mobilitazione di scrittori (molto noti e anche meno noti) non solo a favore dei propri interessi, ma anche a favore dei propri editori. Ne saremmo stati capaci in Italia?”.

 

Veniamo allo scontro sul prezzo degli e-book. Amazon indica (nel caso di Hachette) nel 35% la quota che dovrebbe essere sufficiente all’editore, pagato l’autore, che a sua volta dovrebbe tenere per sé il 35%, mentre il restante 30% andrebbe ad Amazon (per cui un e-book non dovrebbe costare più di 9,99 dollari). Il presidente
e Ad di GeMS Mauri ha risposto con una battuta: “E chi paga l’editor, la correzione delle bozze, il redattore, il responsabile marketing, l’illustratore, il grafico, l’ufficio legale, l’ufficio stampa, la promozione, la direzione commerciale, l’ufficio e-book (dato che lo facciamo noi), il fiscalista, l’amministrazione?”.
Cosa pensa della ripartizione proposta da Amazon? E’ giusto che gli e-book non costino più di 9,99 dollari?
“Quella di Mauri non è tanto una battuta, quanto una drammatica realtà. I margini di guadagno sui libri – sottratte tutte le spese che Mauri indica, e anche molte altre che lui non indica – sono molto bassi. Chi non fa l’editore tende a pensare che uno scrittore consegna il libro, l’editore lo stampa e il lettore lo compra. Ma in mezzo c’è una filiera altamente professionalizzata che, ovviamente, viene retribuita e il cui costo incide sul prezzo di copertina (sia per gli e-book sia per i libri cartacei). Il prezzo, insomma, lo deve fare l’editore”.

 

Amazon nelle scorse settimane ha lanciato (non ancora in Italia), Kindle Unlimited (lo “Spotify dei libri”), un abbonamento mensile a 9,99 dollari che permette di leggere scegliendo da un catalogo di più di 600mila titoli digitali sulla piattaforma Kindle. Pensa che questo modello, che già funziona nell’industria musicale, si affermerà anche con gli e-book? E’ preoccupata?
“E’ il modello degli abbonamenti telefonici. Telefona per mille minuti a 2
centesimi, faccio un’iperbole… Così leggi 500 classici a 9.99″. Il tema,
però, non è tanto questo. Non mi preoccupano le offerte commerciali, anzi. Il tema che ho sollevato con lei altre volte, è quello di salvare la specificità dell’oggetto libro. Un libro è merce tra le merci oppure è qualcosa di diverso? La sua aura impone un trattamento particolare oppure è come un frigorifero (con tutto il rispetto per i frigoriferi)? A questo proposito ho realizzato un film, 
 ‘Se hai una montagna di neve tienila all’ombra’, un’indagine sul mondo della cultura in Italia... In Francia e Germania, per mille ragioni e in mille occasioni, hanno resistito a questa tentazione”.

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