E in rete continua la campagna social #unlibroèunlibro per chiedere l'equiparazione dell'Iva degli e-book a quella dei libri cartacei

Nonostante la mobilitazione di editori e scrittori con la campagna social #unlibroèunlibro, stando ai retroscena de La Stampa, come abbiamo raccontato l’altro ieri, “una decina di stati dell’Ue resta convinta che un libro di carta e uno elettronico siano due oggetti diversi che richiedono tassazioni differenti (qui tutti i dettagli sulla vicenda, ndr). Dopo l’intervento dell’Associazione Italiana Editori con il presidente Polillo (“la campagna #unlibroèunlibro va avanti. Siamo certi e fiduciosi dell’impegno del ministro Franceschini… confidiamo, allo stesso tempo, che il consenso parlamentare sia di aiuto al Governo anche in sede nazionale e che il Parlamento italiano possa trovare una soluzione per la cultura del nostro Paese”), torna a prendere posizione sulla vicenda Antonio Palmieri, primo firmatario (con gli onorevoli Palese, Milanato, Sandra Savino, Faenzi e Brunetta) della proposta di modifica presentata alla Legge di Stabilità: “Manteniamo saldamente il nostro emendamento per portare al 4% l’Iva sugli e-book. Continuiamo a confidare negli impegni assunti dal ministro Franceschini e vogliamo che la guida italiana del semestre europeo si chiuda con almeno un fatto positivo, l’equiparazione dell’Iva degli e-book a quella dei libri cartacei“.

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