Nel suo nuovo libro, Tommaso Ariemma affronta i grandi filosofi del passato attraverso le serie tv: da Spinoza & "The Young Pope" a Kant & "Lost"- Su ilLibraio.it un capitolo del libro che parla di Platone attraverso "Black Mirror"...

Tommaso Ariemma, docente di storia e filosofia, torna in libreria con La filosofia spiegata con le serie tv (Mondadori), un libro che affronta l’insegnamento di una materia complessa da una nuova angolatura, per renderla più interessante ai giovani studenti.

Il nuovo approccio ai filosofi del passato è stato messo in pratica dall’autore stesso, che all’interno del libro descrive la propria esperienza: negli ultimi anni ha invitato i suoi alunni a comprendere Kant attraverso Lost, ha spiegato loro come capire Platone grazie a Black Mirror, li ha invitati a comprendere Parmenide attraverso i dialoghi deduttivi di True Detective e ha spiegato Spinoza con l’utilizzo di The young Pope. 

Non si tratta soltanto di un metodo d’insegnamento divertente, ma anche di  un modo per attualizzare la filosofia, per far comprendere agli studenti come alcune massime rimangano sempre attuali e veritiere, tanto da rientrare nelle nostre vite quotidiane. L’autore racconta la propria esperienza di insegnamento spiegando che all’inizio i ragazzi erano diffidenti nei confronti del suo metodo di insegnamento, ma “in seguito, non ne hanno potuto più fare a meno.”

tommaso ariemma la filosofia spiegata con le serie tv mondadori copertina

Per gentile concessione dell’editore, su ilLibraio.it pubblichiamo un capitolo del libro:

Torna da me. Conoscere è ricordare

Vediamo allora il nostro Platone all’opera, dove l’opera nel nostro caso è Black Mirror.

Scegliamo un episodio della seconda stagione particolarmente significativo, dal titolo Torna da me. Martha e Ash sono una giovane coppia con i problemi di tutte coppie, ma la loro storia subisce una traumatica interruzione. Poco dopo il loro trasferimento in campagna, Ash muore in un incidente stradale. Dopo la sua morte, Martha non riesce a sopportare il dolore della perdita e così, consigliata da un’amica, si affida a un software che, utilizzando materiali audio e video del defunto, riesce a generare un alter ego virtuale per pc e smartphone dell’amato Ash.

Martha è felice di riavere il suo Ash, anche se in questa forma. Il software stesso, attraverso l’alter ego virtuale di Ash, le suggerisce che può avere anche di più. Arriverà, infatti, a casa sua un robot fatto di carne umana perfettamente uguale a Ash, con il suo alter ego virtuale installato all’interno.

Il robot parla e scherza come Ash, è del tutto identico a lui. Almeno in apparenza. Perché, via via, Martha si renderà conto della grande differenza con l’“essenza” di Ash, o con ciò che Platone chiama idea. Il robot è una copia di Ash, a un’età precisa. Una copia che potrebbe sostituire il vero Ash.

Ecco allora che Martha prende una decisione drastica: confina il robot a vivere per sempre nella soffitta di casa. Per questa decisione, avrebbe avuto sicuramente l’approvazione di Platone. Certo, dopo la totale disapprovazione per quanto fatto fino a quel momento.

Per il nostro filosofo, infatti, tutto quello che creiamo per raffigurare e descrivere il mondo – essendo alla fine una copia o uno strumento per viverci – deve restare tale, non deve sostituirsi al mondo.

Come riusciamo a fare questa differenza?

Platone e Martha risponderebbero senza problemi: grazie alla memoria. Per il filosofo greco, infatti, la vera conoscenza, che consiste nel saper operare distinzioni all’interno di tutto ciò che esiste, coincide con il ricordare. Anche qui Platone ricorre a un mito, ancora una volta per esigenze comunicative. Nel Menone sostiene che l’anima, prima di cadere nel corpo, è stata a contatto con le idee nel loro mondo. La reminiscenza (anamnesis) è allora questa speciale capacità dell’anima di “ricordare”, di risalire alle idee delle cose del mondo, ovvero alla loro essenza indipendente dalla mutevolezza della realtà terrena.

Il ricorso al mito, frequente nei dialoghi di Platone, non deve trarci in inganno, magari facendoci pensare che si tratti solo di favolette. Plato- ne parla per metafore e immagini per dirci una cosa molto importante e che permette a Martha di distinguere tra il vero Ash, ormai defunto, e l’Ash robot che potrebbe prendere il suo posto: solo la memoria ci permette di cogliere l’essenza delle cose, di cogliere lo spirito di Ash che non può essere riprodotto in alcun modo. Per questo motivo, Platone ci mette in guardia di fronte a un altro grande pericolo: la manomissione della memoria stessa, proprio a causa dei supporti tecnologici.

(Continua in libreria…)

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