In "Tre" Bolaño concentra nella poesia la ricchezza di una scrittura che non conosce vincoli stilistici... - di Maria Anna Patti (CasaLettori)

In Tre, pubblicato da Sur, Bolaño concentra nella poesia la ricchezza di una scrittura che non conosce vincoli stilistici.

“Colori che si ordinano secondo una geometria aliena”, profili che trasfigurano il reale creando un gioco virtuale che “porta fin sull’orlo di un precipizio”. Ogni parola riflette e amplifica le nostre fragilità invisibili.

Felicità, speranza, amore svaporano di fronte all’unicità della creatività. Si susseguono immagini e parole mentre “vediamo un caleidoscopio, uno specchio appannato, una sconosciuta”.

Nell’ologramma che si dilegua cogliamo il nostro doppio, fiore che avvizzisce in una precarietà che solo la letteratura può far respirare.

Scorrendo le pagine con la frenesia di chi cerca nella libertà dello scrittore il proprio spazio arioso, tante risposte amare, struggenti, nostalgiche. Solitudini che nell’asimmetria del segno trovano dissolvenze poetiche.

tre
Nel convivere di tutti i tempi urla la voce, recide ogni certezza e nella nudità della essenza linguis21tica esplode in una profusione di sovrapposizioni semantiche. Un lungo sogno che porterà il lettore a visitare “Spiagge Dimencate e Terre Promesse” e a rivivere la narrativa latinoamerica. Come dice Neuman nella prefazione: “Benvenuti nel deserto”.

L’AUTRICE – Maria Anna Patti, appassionata lettrice siciliana, è l’ideatrice di @CasaLettori, punto di riferimento su Twitter per chi ama i libri. Qui la nostra intervista.

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