La scrittrice, che ha scelto l'anonimato e che è molto apprezzata oltreoceano, risponde positivamente a Roberto Saviano. Ma non risparmia certo critiche al premio (dimostrando di conoscerne perfettamente logiche e riti)...

Come previsto (ieri, su IlLibraio.it, abbiamo fatto il punto della situazione e raccontato gli ultimi retroscena sul premio letterario più ambito e discusso d’Italia, ndr), Elena Ferrante, rispondendo con una lettera a Repubblica a Roberto Saviano, ha accettato la candidatura del suo ultimo romanzo, pubblicato da E/O, allo Strega.

La scrittrice, che già in passato ha partecipato al premio, e che ha scelto l’anonimato, ha iniziato così la sua risposta all’autore di Gomorra:  “Caro Roberto Saviano, permettimi di andare subito al nocciolo della questione. Proporre la candidatura dell’Amica geniale al premio Strega è un tuo diritto di lettore e di Amico della domenica. Esercitalo pure, quindi, il libro è stato pubblicato apposta perché chiunque ne faccia l’uso e l’abuso che vuole…”.

La scrittrice misteriosa, apprezzatissima dalla critica letteraria Usa, nella lettera non risparmia certo critiche al premio (e dimostra di conoscerne perfettamente logiche e riti). In un passaggio cita anche la probabile acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori.

Tra l’altro, si dice consapevole di non aver la possibilità di vincere. Allo stesso tempo, l’idea di “sparigliare le carte” non le dispiace, in una gara che giudica “sempre più finta”. E argomenta: “(…) Se invece l’Amica, secondo la prassi consueta, non entrerà nemmeno in cinquina, benissimo. Si potrà dire definitivamente, senza ombra di dubbio, che lo Strega così com’è è irriformabile e che quindi va buttato per aria”. Di certo, precisa Elena Ferrante, la sua casa editrice “non raccatterà voti porta a porta” e lei non figurerà “a feste di nessun genere”.

Come abbiamo raccontato, a venirle incontro potrebbero essere le novità regolamentari che in questi giorni sta valutando il comitato direttivo della Fondazione Bellonci. A cui, è noto, la presenza di Elena Ferrante, e l’eventuale vittoria di un marchio indipendente, farebbero senz’altro piacere.

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