La maturità si avvicina, e Massimo Birattari propone per ilLibraio.it il secondo quiz di scrittura, tratto dal suo ultimo libro, "Come si fa il tema"

Cinque piccoli quiz di scrittura in vista della maturità. Ecco il secondo…

Chi ha fatto cosa

Osservate questo brano, tratto da un giornale online (ma potrebbe essere benissimo la frase di un tema). Parla del governatore razzista e segregazionista dell’Alabama, George Wallace, che nel 1972, mentre era candidato per le primarie del Partito democratico in vista delle presidenziali americane, venne colpito da un attentatore, Arthur Bremer:

Da quel momento in poi, Wallace rimase per tutta la vita su una sedia a rotelle. Nell’attentato rimasero ferite altre tre persone, anche se non in maniera grave. Come poi scrisse lui stesso in un libro pubblicato successivamente, l’attentato di Bremer non aveva intenti politici, ma era stato dettato solo da un “desiderio di fama”. Poco tempo prima aveva pensato di sparare a un altro politico americano, questa volta repubblicano: il presidente Richard Nixon.

A chi si riferisce, secondo voi, il soggetto lui stesso della frase “Come poi scrisse lui stesso”? Quale semplice correzione renderebbe più chiaro il periodo?

In italiano non è obbligatorio indicare il soggetto di un verbo, come invece succede in lingue come l’inglese, il francese, il tedesco. Questa caratteristica implica quello che potremmo definire “principio della continuità del soggetto”: se il soggetto non cambia, non va ripetuto. Il corollario di questo principio è che se il soggetto cambia, è obbligatorio dichiararlo.

Osserviamo allora, nel nostro brano, la successione dei soggetti. Si comincia con Wallace (soggetto anche delle frasi precedenti). Poi il soggetto è tre persone. Quando si arriva a lui stesso, il lettore tende a collegare il pronome all’ultimo soggetto maschile singolare (Wallace, appunto), visto che di solito il pronome si usa in sostituzione di un nome già citato. Siccome però lui stesso è il soggetto di una subordinata, è lecito supporre che possa riferirsi invece al soggetto della frase principale. Purtroppo, però, il soggetto della principale è l’attentato (di Bremer): quindi non un nome di persona, ma di cosa. Proseguiamo, e nella principale successiva troviamo un verbo senza soggetto (aveva pensato); quindi, in base alle regole della sintassi italiana che abbiamo appena ricordato, dobbiamo supporre che il soggetto non sia cambiato; ma è chiaro che un attentato (l’ultimo soggetto espresso) non può pensare.

Quindi, in poche righe ci troviamo di fronte prima a un soggetto espresso con un pronome che però non sappiamo a chi collegare, e poi a un cambio di soggetto non dichiarato. Alla fine possiamo arrivare a supporre, con un po’ di buon senso, che lui stesso si riferisca a Bremer, ma la sintassi fa di tutto per confonderci le idee, e il semplice fatto che il lettore non capisca subito chi fa cosa (e che manchino appigli sintattici per chiarirsi le idee) rende “sbagliato” questo brano. Ricordate:

Non basta dire: “tanto alla fine si capisce”; la sintassi è al servizio della chiarezza, e se invece di chiarire confonde le idee significa che il testo è scritto male.

Già che ci siamo, notate le ripetizioni molto pesanti: rimase/rimasero nelle prime due righe, poi/successivamente più sotto.

Allora, come possiamo sistemare questo brano? Non occorre toccare molto:

Da quel momento in poi, Wallace rimase per tutta la vita su una sedia a rotelle. Nell’attentato restarono ferite altre tre persone, anche se non in maniera grave. Bremer, come scrisse lui stesso in un libro pubblicato successivamente, non aveva intenti politici, ma era animato solo da un “desiderio di fama”. Poco tempo prima aveva pensato di sparare a un altro politico americano, questa volta repubblicano: il presidente Richard Nixon.

A parte l’eliminazione delle ripetizioni, basta cambiare il soggetto (da l’attentato di Bremer a Bremer) e un verbo (da era stato dettato a era animato) per evitare le ambiguità e ottenere un periodo non solo chiaro ma anche più fluido.

birattari

L’AUTORE – Massimo Birattari, consulente editoriale, traduttore, autore, ha scritto Italiano. Corso di sopravvivenza (TEA), È più facile scrivere bene che scrivere male (Ponte alle Grazie) e quattro romanzi per ragazzi su grammatica, scrittura, lettura: Benvenuti a Grammaland, La grammatica ti salverà la vita, Scrivere bene è un gioco da ragazzi, Leggere è un’avventura (tutti Feltrinelli Kids). È l’autore anche della scatola-gioco Le carte della grammatica (Gribaudo). Il suo blog è www.grammaland.it. Il suo ultimo libro è Come si fa il tema. Con una sezione dedicata alle prove di italiano della maturità (Feltrinelli), di cui abbiamo pubblicato due estratti, il 6 febbraio e il 30 marzo.
Qui tutti gli articoli di Massimo Birattari pubblicati da ilLibraio.it.

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