Finalista al Booker Prize e al Pen Faulkner, “Se campo più di voi” di Jonathan Escoffery è composto da un insieme di racconti interconnessi, che narrano storie di sopravvivenza di una famiglia giamaicana negli Stati Uniti. Un libro che spiega cosa significa essere un giamaicano-americano nato e cresciuto a Miami (la Florida emerge dai racconti non come una terra promessa, ma come un luogo di perdizione e disperazione). Il ritratto di un’America estrema e cinica, nell’era del capitalismo in cui tutto è lecito

Premiato dalla critica, finalista al Booker Prize e Pen Faulkner 2023 e in longlist anche per il National Book Award, è arrivato nelle librerie italiane per Fazi editore Se campo più di voi (If I Survive You) di Jonathan Escoffery, con la traduzione di Stefano Tummolini e Silvia Castoldi.

Il tema della ricerca di un’identità a partire dalle proprie origini negli ultimi anni negli Stati Uniti ha portato alla luce nuove voci di autori promettenti come Justin Torres (di origini portoricane) con il suo Blackout (qui la nostra recensione) e Kaveh Akbar (nato in Iran ma cresciuto negli Stati Uniti) con il suo Martire!

Escoffery è nato in Florida nel 1980, ma le sue radici appartengono alla Giamaica.

Racconti ispirati alla vita dell’autore

Nel suo romanzo d’esordio – composto da racconti interconnessi ispirati alla sua vita – racconta cosa significa essere un giamaicano-americano cresciuto a Miami.

Jonathan Escoffery nella foto di Cola Greenhill-Casados

Jonathan Escoffery nella foto di Cola Greenhill-Casados

La razza è un costrutto sociale. Questo pensa Trelawny, il protagonista alter ego di Jonathan Escoffery quando si sottopone al test del DNA. Essere giamaicano negli Stati Uniti è un esperimento sociale: a Miami rischi di essere scambiato per un latino, nel Midwest sei solo un nero.

A complicare la percezione dell’identità contribuisce il fattore linguistico: i genitori di Trelawny parlano il tipico patois giamaicano, un mix linguistico creolo-inglese, perché la lingua ufficiale della Giamaica è l’inglese. Trelawny, frequentando le scuole americane sin da piccolo, sviluppa una naturale abilità nella lingua inglese da vero yankee, ma viene visto con sospetto da compagni e insegnanti perché il suo aspetto esteriore confonde. Se hai capelli crespi e hai la pelle scura non puoi parlare bene inglese. Avere origini caraibiche corrisponde a essere un ispanico. Ci si aspetta che parli lo spagnolo.

Scappati dalla Giamaica in seguito ai tumulti politici degli anni ’70 (l’intervento di Reagan e della Cia per destabilizzare il governo socialista) i genitori, Topper e Sanya, sono emigrati in Florida per regalare un futuro ai due figli: Delano e Trelawny.

Tra ritratto familiare e racconto degli aspetti più spiacevoli della vita degli immigrati

In Se campo più di voi, Escoffery tesse un ritratto familiare denso emotivamente e non ha paura a rivelare gli aspetti più spiacevoli della vita degli immigrati.

Copertina di "Se campo più di voi" di Jonathan Escoffery

Negli Usa ti puntano la pistola se raccogli il mango da un albero per strada, realizza il padre Topper e pensa: “Se una pallottola nella schiena volevi, tanto valeva restare a Kingston”. Persino la madre Sanya e lo stesso Trelawny sono attratti dalla possibilità di tornare in Giamaica e vivere una vita più serena, considerate le difficoltà economiche in Florida, tra uragani distruttivi, crisi dei mutui e pignoramenti delle banche.

Scopri il nostro canale Telegram

Seguici su Telegram
Le news del libro sul tuo smartphone

Ogni giorno dalla redazione de ilLibraio.it notizie, interviste, storie, approfondimenti e interventi d’autore per rimanere sempre aggiornati

Inizia a seguirci ora su Telegram Inizia a seguirci ora

In questi racconti assistiamo al declino morale di Trelawny: con una laurea in Inglese in mano diventa un senzatetto alla ricerca disperata di annunci di lavoro su Craiglist dopo essere stato cacciato di casa dal padre. Prendere a pugni una donna bianca per soldi, fare il voyeur di una coppia, o fare l’assistente property manager per spremere gli affitti ai condomini anziani fino all’ultimo centesimo: la città di Miami raccontata da Escoffery non è una terra promessa, ma un luogo di perdizione e disperazione, dove si mangia male, fa caldo e dove i desideri degli individui non conoscono limiti: è il ritratto di un’America estrema e cinica nell’era del capitalismo in cui tutto è lecito, purché ci sia un guadagno personale.

La scena più memorabile

La scena più memorabile è contenuta nel capitolo Sotto l’albero di aki, uno dei racconti stilisticamente più elevati (in seconda persona, dal punto di vista del padre, con una lingua che rispecchia il patois giamaicano). Ci troviamo alla festa di pensionamento di Topper, e Trelawny, dopo essere stato bollato dal padre come “un mollaccione” perché non riesce a trovare lavoro, accecato dalla rabbia e dalla frustrazione prende a colpi di ascia l’albero di aki appena piantato in giardino dal fratello Delano: un gesto vano di protesta, un atto di ribellione fine a sé stesso.

Scopri la nostra pagina Linkedin

Seguici su Telegram
Scopri la nostra pagina LinkedIn

Notizie, approfondimenti, retroscena e anteprime sul mondo dell’editoria e della lettura: ogni giorno con ilLibraio.it

Seguici su LinkedIn Seguici su LinkedIn

Escoffery riesce in ogni racconto a esprimere il disagio della seconda generazione di immigrati, ma la sua storia parla a tutti coloro che cercano il loro posto nel mondo: le continue incomprensioni familiari con genitori e fratelli, le aspettative deluse, i sacrifici e i compromessi, la rassegnazione e la lotta per ritrovare la pace in sé stessi.

Una delle nuove voci americane della diaspora caraibica

Si prova compassione per i personaggi di Escoffery non solo perché con la sua scrittura cattura l’attenzione per la sua imprevedibilità (non si sa mai come potrebbe concludersi un racconto) ma anche perché queste storie di sopravvivenza ai tempi degli uragani e della recessione economica suscitano nel lettore un senso di rispecchiamento al di là della questione razziale giamaicana, risultando in questo senso storie universali.

Escoffery si candida a essere una delle nuove voci americane della diaspora caraibica, sulle orme di Marlon James, giamaicano (vincitore nel 2015 del Booker Prize con Breve storia di sette omicidi) e di Junot Diaz, l’autore di origini dominicane, premio Pulitzer di La breve favolosa vita di Oscar Wao.

Scopri le nostre Newsletter

Iscrizione alla Newsletter
Il mondo della lettura a portata di mail

Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it

scegli la tua newsletter Scegli la tua newsletter gratuita

Libri consigliati