Mentre il Gruppo Mondadori comunica di aver “sottoposto al Liquidatore” un’offerta “per l’acquisizione del ramo d’azienda relativo all’editoria scolastica della storica casa editrice”, sarebbe imminente la vendita della sede milanese della libreria Hoepli (anche se la società smentisce). E il numero uno di Segrate, l’AD Antonio Porro, conferma le voci: “Un anno fa avevamo presentato un’offerta per Hoepli Spa che purtroppo non è stata accettata…”. Al tempo stesso, “altri interlocutori avrebbero chiesto accesso a conti e bilanci, per valutare…” – I particolari

C’è una svolta importante legata alla crisi di Hoepli: come abbiamo raccontato nei dettagli, lo scorso 10 marzo l’assemblea dei soci della storica libreria e casa editrice ha deciso, non senza polemiche, per lo “scioglimento volontario della Società e la sua messa in liquidazione all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della Società”.

Le novità sono due: da una parte, il Gruppo Mondadori comunica di aver “sottoposto in data odierna al Liquidatore” un’offerta “per l’acquisizione del ramo d’azienda relativo all’editoria scolastica della storica casa editrice”. Nella nota di Segrate si specifica anche che “eventuali ulteriori sviluppi saranno oggetto di comunicazione al mercato”.

“Un anno fa avevamo presentato un’offerta per Hoepli Spa che purtroppo non è stata accettata

Arrivano anche le dichiarazioni – riportate dall’Ansa – di Antonio Porro, amministratore delegato della Mondadori: “Nel monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, verificheremo se dovessero aprirsi eventuali nuove opportunità che ci possano far riconsiderare ulteriori asset di Hoepli. Naturalmente ciò non può comunque prescindere dalla sostenibilità del progetto a lungo termine“. Per Porro “Hoepli è un marchio di grande prestigio della cultura italiana e tra i più antichi dell’editoria milanese, un patrimonio di contenuti e competenze davvero unico. Tanto che addirittura un anno fa avevamo presentato un’offerta per Hoepli Spa che purtroppo non è stata accettata. Preso atto della decisione dei soci di liquidare Hoepli Spa, abbiamo fatto pervenire una diversa offerta che riguarda solo la scolastica, nell’auspicio che possa essere accolta”.

Il numero uno di Segrate conferma dunque le voci legate a un’offerta rifiutata un anno fa dalla famiglia Hoepli.

“Altri interlocutori avrebbero chiesto accesso a conti e bilanci, per valutare”

Sempre sul Corriere Milano si legge che non è da escludere, “nell’ambito della procedura di liquidazione, un confronto competitivo tra più soggetti. Perché altri interlocutori avrebbero chiesto accesso a conti e bilanci, per valutare. E da ambienti finanziari filtra un elemento che complica il quadro: non solo editoria. Ci sarebbero segnali di interesse anche perla libreria, con l’idea — ancora tutta da verificare — di tenere unita la casa editrice con il punto vendita storico. Un’operazione allo stato remota e complessa, ma non del tutto impossibile. E che si giocherebbe sul filo del tempo…”.

“Un fondo statunitense interessato a rilevare la storica sede della libreria”

Se per la casa editrice e i suoi dipendenti potrebbe arrivare uno spiraglio di luce, dall’altra parte, come scrive stamattina l’edizione di Milano del Corriere della Sera, la liquidatrice Laura Limido ha spiegato che l’affitto del palazzo milanese in cui ha sede la libreria è in scadenza il 30 aprile e che non verrà rinnovato.

Non solo: entro fine giugno gli spazi dovranno essere completamente liberati. Il Corriere aggiunge che “dietro la scadenza si muove una partita immobiliare delicata e riservatissima. Le trattative con un fondo statunitense interessato a rilevare l’intero caseggiato – oggi in capo alla fiduciaria collegata ai fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli – sono in fase avanzata e l’accordo sarebbe per decine di milioni, anche se il preliminare non è ancora registrato”. Della probabile imminente vendita del palazzo nei giorni scorsi aveva già scritto il Fatto Quotidiano.

Al tempo stesso, il Corriere Milano riporta una nota della società, in cui si spiega che “la supposta vendita è priva di qualsiasi fondamento”.

Visto il quadro come minimo incerto, è inevitabile la preoccupazione tra i 49 dipendenti del negozio, che in più occasioni nei giorni scorsi hanno fatto sentire la loro voce, supportati da sindacati e lettrici e lettori affezionati.

Nel frattempo, la petizione online su Change.or dal titolo “Proteggere la storica libreria Hoepli di Milano” ha superato le 54mila firme.

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