In un contesto difficile per l'intera filiera editoriale, per le nuove realtà diventa ancor complicato "resistere"

“Diversi i motivi che ci hanno portato a questa decisione, tante le contingenze che l’hanno causata”. E così l’agenzia letteraria Vicolo Cannery chiude, a conferma del fatto che in un contesto molto difficile per l’intera filiera editoriale, per le nuove realtà indipendenti diventa ancor complicato andare avanti e “resistere”.

Del resto, come spiegano i fondatori dell’agenzia in un comunicato, Corrado Melluso, Tommaso De Lorenzis, Tommaso Giagni e Martina Giorgi si erano dati tre anni di tempo. “Vicolo Cannery vivrà, comunque, il tempo dei suoi libri, quelli che sono usciti, ed è inutile elencarli, e quelli che usciranno, come Florence di Stefania Auci, Preistoria di Giorgio Specioso, I dirimpettai di Fabio Viola e Confessioni di un comunista, l’autobiografia di Toni Negri in via di pubblicazione per Ponte alle Grazie. E vivrà il tempo dei suoi autori. Quelli che è riuscita a far pubblicare, quelli con i quali ha fallito, e quelli con cui continuava a lavorare giorno per giorno in vista di un esordio”.

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