Il Manoscritto di Dio, scoperto dal "cacciatore di libri rari" Wilfrid Voynich, è conservato nella biblioteca dell'Università di Yale. Scopri quest'incredibile storia...

“Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L’universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto.” Con queste parole Albert Einstein elogiava il mistero, che pervade da sempre la vita dell’uomo, la forza di saperlo affrontare garantisce la sopravvivenza.

Anche in ambito letterario ci sono parecchi misteri e no, non solo nelle trame di gialli o fantasy, o nell’identità nascosta di alcuni autori, bensì in un vero e proprio volume: il Manoscritto Voynich.

yale-off

Conservato nella Beinecke Rare Book and Manuscript Library, maestosa libreria dei testi rari dell‘Università di Yale il Manoscritto è un codice illustrato risalente al XV secolo (tra il 1404 e il 1438, secondo la datazione al radiocarbonio).

L’unicità del volume è nascosta tra le pagine: è infatti scritto con un idioma non appartenente ad alcun sistema linguistico conosciuto, un sistema di scrittura tutt’oggi non ancora decifrato; e contiene immagini di piante che non sono identificabili con nessun vegetale attualmente noto.

Vorych-2         voynich-3

Il Manoscritto deve il suo nome a Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, che lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone, nel 1912, insieme ad altre decine di libri. Voynich trovò all’interno del libro una lettera del rettore dell’Università di Praga, medico del re Rodolfo II, con la quale egli inviava questo libro a Roma a un amico tipografo, affinché lo decifrasse.

manoscritto-1-off         Voynich

Nel corso della Storia si sono date molte interpretazioni inerenti alla natura del testo: falso rinascimentale, spionaggio industriale ai danni della Serenissima, testo segreto degli eretici Catari, opera di un alchimista boemo, prontuario per praticare cure idroterapiche (parte Medica) in determinate configurazioni astrali (parte Astronomica) e con l’impiego di determinate erbe (parte Botanica)… Il mistero resta irrisolto anche se, nel 2014,  Stephen Bax della University of Bedfordshire è riuscito a decifrare e raggruppare un minimo di alfabeto Voynich, abbinando alcuni dei simboli contenuti nel libro a dei suoni e ha suggerito che le origini del linguaggio usato per il codice rimandano all’Asia occidentale.

Il volume, scritto su pergamena di capretto, è composto da 204 pagine, corredate da una notevole quantità di illustrazioni a colori, che, a seconda ciò che rappresentano, hanno reso possibile la suddivisione del testo in diverse sezioni:

-Sezione I (fogli 1-66): chiamata botanica, contiene 113 disegni di piante sconosciute.
-Sezione II (fogli 67-73): chiamata astronomica o astrologica, presenta 25 diagrammi che sembrano richiamare delle stelle. Vi si riconoscono anche alcuni segni zodiacali. 
-Sezione III (fogli 75-86): chiamata biologica, nomenclatura dovuta esclusivamente alla presenza di numerose figure femminili nude, sovente immerse fino al ginocchio in strane vasche intercomunicanti contenenti un liquido scuro.
Subito dopo questa sezione vi è un foglio ripiegato sei volte, raffigurante nove medaglioni con immagini di stelle o figure vagamente simili a cellule, raggiere di petali e fasci di tubi.
-Sezione IV (fogli 87-102): detta farmacologica, per via delle immagini di ampolle e fiale dalla forma analoga a quella dei contenitori presenti nelle antiche farmacie. In questa sezione vi sono anche disegni di piccole piante e radici, presumibilmente erbe medicinali.


(fonte Wikipedia, fonte anche delle immagini)

L’ultima sezione del Manoscritto Voynich comincia dal foglio 103 e prosegue sino alla fine. Non vi figura alcuna immagine, fatte salve delle stelline a sinistra delle righe, ragion per cui si è portati a credere che si tratti di una sorta di indice.

606px-Voynich_Manuscript_(121)

493px-Voynich_Manuscript_(158)

388px-Voynich_Manuscript_(182)

Il mistero, come qualsiasi altra cosa intangibile e difficilmente razionalizzabile, viene anche ricondotto all’intangibile per eccellenza, Dio, e utilizzato come fil rouge romanzesco: Il Manoscritto di Dio (TEA) di Micheal Cordy racconta la storia di Lauren Kelly, docente a Yale convinta di aver finalmente trovato la chiave per tradurre il manoscritto; sta per mettersi al lavoro quando un ladro irrompe in casa sua, le ruba il computer e la riduce in fin di vita. Benché sconvolto, Ross, il marito di Lauren, capisce subito che non si è trattato di una normale rapina: prima viene contattato dal Superiore dei gesuiti, che insiste perché gli vengano consegnati gli appunti della donna; poi da una suora, convinta che quel libro sia la mappa per ritrovare il giardino dell’Eden. Contro ogni logica e spinto unicamente dal desiderio di salvare Lauren, Ross parte per la giungla amazzonica, determinato a seguire le enigmatiche indicazioni del manoscritto’…

Manoscritto-di-dio-copertina-testo

Il Manoscritto è inoltre presente nel romanzo La tomba di ghiaccio (TEA) di Steve BerryCotton Malone (il protagonista) è convinto che suo padre sia morto per un incidente a bordo del sottomarino Blazek. Quando, però, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia gli procura il riservatissimo dossier sul padre, emerge una verità sconcertante: il sottomarino era impegnato in una missione segreta e la fine dell’equipaggio è avvolta nel mistero. La rotta del Blazek seguiva le indicazioni di un manoscritto trovato nella tomba di Carlo Magno, lo stesso manoscritto che aveva spinto alcuni ufficiali nazisti a mettersi sulle tracce di una misteriosa civiltà perduta…

Tomba-di-ghiaccio-testo

ps. altre pubblicazioni in cui si cita il Voynich sono: la striscia 593 del fumetto online Xkcd in cui al testo si attribuisce l’ipotesi che sia un antico manuale di un gioco di ruolo; inoltre, nel 64º capitolo del romanzo Olympos di Dan Simmons si parla di un “manoscritto”, senza però nominarlo, ma individuandolo con una descrizione precisa del contenuto e con il riferimento al collezionista polacco, il cui manoscritto viene definito “una bufala”; in Martin Mystère (eroe a fumetti edito da Sergio Bonelli Editore) in una “puntata” nella quale il protagonista affronta un fanatico telepredicatore, satelliti killer, monaci benedettini e francescani, un’intelligenza artificiale, gli Uomini in Nero, Atlantide e un’oscura minaccia che si appresta a distruggere l’intero pianeta.

 

 

Commenti