Tra i banchi del mercato, a Roma (e non solo) fanno capolino i libri: a disposizione di tutti, basta portarne un altro in cambio. Ecco come il bookcrossing anima i mercati rionali

Già l’anno scorso al mercato Nomentano in piazza Alessandria, a Roma, aveva preso vita un’iniziativa simile, sulla scia di Mercati d’autore e su iniziativa di Roberta, la fioraia: al centro del mercato era stato allestito uno spazio dotato di rete Wifi e panche per sedersi, un posto per chi volesse mangiare qualcosa o leggere uno dei libri messi a disposizione dal bookcrossing di quartiere.

Quest’anno l’iniziativa si espande, raggiungendo diversi altri mercati della Capitale dove i libri fanno capolino tra carciofi e caciotte; così al mercato Trieste di via Chiana lo scambio di libri vive senza bisogno di regole: si alimenta della fiducia che chiunque prenda un libro ne lasci un altro, e sembra funzionare con entusiasmo; come racconta il presidente Amedeo a Repubblica il metodo sembra funzionare e in breve tempo hanno raccolto diversi libri.

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Al mercato dell’unità di Prati invece, oltre al bookcrossing, si trova una libreria specializzata in cibo e cucina, dalla narrativa ai ricettari, passando per le biografie e i diari degli chef; qui vengono anche organizzate diverse iniziative, come aperitivi con l’autore e la possibilità di tesseramento a Slow Food con degustazioni a tema.

È così che i mercati rionali, una delle caratteristiche più rappresentative della Roma viva e pulsante, rinascono e acquistano vitalità, non più solo luogo d’acquisto ma anche di scambio, confronto d’opinioni e incontro della comunità. Così come, tradizionalmente, il mercato deve essere.

nota: la foto grande è tratta dalla pagina Facebook del mercato Trieste.

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