“Come muoversi tra la folla”, romanzo di Camille Bordas, racconta la storia di Isidore Mazal, un ragazzino di undici anni circondato da cinque fratelli dotati di un'intelligenza fuori dal comune. Dory, come lo chiamano tutti, è l’eccezione. È assolutamente nella norma, non ha vinto gare, non è stato menzionato in concorsi, non si è fatto notare per nessuna qualità in particolare. Eppure ha qualcosa che agli altri manca: la sensibilità… - L'approfondimento

Isidore ha undici anni ed è l’ultimo di sei fratelli. Già una famiglia così numerosa è un caso particolare, ma quella di Dory (così lo chiamano tutti, anche se lui preferirebbe essere chiamato Izzy) è ancora più straordinaria. Sì, perché i cinque Mazal non sono ragazzi come tanti: sono menti dotate di un’intelligenza al di sopra della media.

Basti pensare che hanno saltato le classi e che sono molto più avanti rispetto ai propri coetanei. La prima è Berenice, che studia a Parigi e sta seguendo il percorso accademico, così come Aurore e Leonard, entrambi sulla buona strada per ottenere un dottorato; poi c’è Jeremie, brillante violoncellista diplomato al conservatorio, mentre la quinta è Simone, una ragazzina di tredici anni che già frequenta la seconda liceo.

come muoversi tra la folla

I fratelli trascorrono le loro giornate a studiare e leggere. Come dice la madre, alzano il naso dai libri soltanto per giudicare gli altri. A tavola parlano di filosofia e di Deleuze; di fronte alla tv non si limitano a guardare i film, ma li analizzano e li smontano seguendo le regole della poetica di Aristotele.

Inutile dire che non brillano nei rapporti umani: i Mazal sono talmente intelligenti che nessuno riesce ad avere una conversazione normale con loro, i quali, a dirla tutta, non fanno niente per mettere a proprio agio gli interlocutori, anzi: appena ne hanno la possibilità, rimarcano la loro superiorità intellettuale.

Isidore è l’eccezione. È un ragazzino con un’intelligenza assolutamente nella norma. Non ha vinto gare, non è stato menzionato in concorsi, non si è fatto notare per nessuna dote in particolare. Mentre i fratelli passano la sera a criticare la banalità delle trame degli sceneggiatori di Hollywood, Izzy si chiede come sia possibile che loro riescano a prevedere i finali delle storie, contrariamente a lui, che l’unica cosa che riesce a fare è accarezzare ossessivamente una vecchia macchia sul divano di pelle scamosciata.

Eppure Izzy ha qualcosa che agli altri manca: la sensibilità. Riesce a sentire il dolore degli altri. Non a caso, quando il padre muore all’improvviso, è il solo in grado di comprendere quello che stanno vivendo tutti i componenti della sua famiglia, dai fratelli a sua madre. La sua è un’intelligenza emotiva che gli permette di capire gli stati d’animo delle persone, senza giudicarle.

Questo gli consente di stare nel mondo, di vivere veramente. A differenza degli altri che, rifugiandosi di continuo nei libri, non sanno niente della vita e che per questo, quando ci si scontrano, vengono colti da una tristezza solitaria e inconsolabile.

Il centro della narrazione del romanzo di Camille Bordas (autrice nata nel 1987 Lione, e cresciuta tra la Francia e il Messico), Come muoversi tra la folla (Sem, traduzione di Giuseppe Costigliola) è rappresentato proprio dalla difficoltà di relazionarsi con gli altri e, forse, il titolo originale dell’opera, Isidore et les autres, mette maggiormente in risalto questo aspetto.

Anche la citazione d’apertura del libro lo evidenzia: “Se parlare per un altro sembra un processo misterioso, forse è perché parlare a qualcuno non lo sembra abbastanza”, Stanley Cavell. 

Stare con gli altri, sapersi muovere tra la folla, può sembrare l’azione più normale di tutte, ma invece è quella più difficile. Infatti, per quanto all’inizio Izzy possa essere presentato come l’outsider della famiglia, in realtà è la persona a cui fanno tutti riferimento: perché è l’unico che non ha paura di affrontare la vita.

Con la sua empatia, ma anche con tanta ironia e dolcezza (cifra stilistica con cui l’autrice scrive il romanzo), il compito di Isidore è proprio quello di aiutare gli altri a vivere, compresa la sua compagna di classe Denise, una ragazzina anoressica ossessionata dall’idea del suicidio.

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