Tornata in libreria con "Tutte le volte che ho pianto", Catena Fiorello su ilLibraio.it trova un filo conduttore tra le protagoniste femminili dei suoi romanzi: "Anche quando soccombono a più dolori o vicissitudini, sono sempre padrone della scena, e sanno cosa fare per affrontare le emergenze..."

All’inizio è stata Lucia, poi è arrivata Vittoria, e poi mia madre, Sara, e mia nonna Catena, e poi ancora Paola, e a seguire Marilena, la Befana e Flora. Di donne immortalate tra le pagine dei miei libri ce ne sono state varie. Amiche oramai, qualche volta in conflitto con me, qualche altra in armonia. Come accade nella vita.

Mi hanno insegnato tanto, e non nego che chiudendo il pc, subito dopo quel punto che indica la fine, mi sono mancate. Nostalgia per abbandono, verrebbe da dire. Sì, perché poi le lascio libere di prendere la loro strada, mentre io continuo la mia.

picciridda catena fiorello

Un giorno, durante una delle mie presentazioni in giro per l’Italia, un uomo alzò la mano per farmi una domanda, che lì per lì mi sembrò bizzarra, e invece, quanto aveva ragione quel signore umbro. Mi chiese come mai nei miei romanzi il personaggio principale fosse sempre una donna, e insomma, voleva anche sapere come mai quelle donne, erano e sono sempre così piene di superiorità intellettuale, quasi portate da me (intenzionalmente o no) a mettere in difficoltà gli uomini. Mi sembrò una sfida sentire quelle parole, ma poi, tornando a casa, mi resi conto che il mio interlocutore aveva detto la verità. Almeno in parte. Intendo, era vero il fatto che le protagoniste dei miei libri, anche quando soccombono a più dolori o vicissitudini, sono sempre padrone della scena, e sanno cosa fare per affrontare le emergenze, ma non ho voluto mettere in difficoltà il sesso maschile. Non fa parte del mio modo modo di pensare. Però ditemi voi se anche nella vita reale le donne non sono così. Vale a dire, capaci di mangiarsi le difficoltà a morsi. Anche quelle che apparentemente sembrano deboli.

Lucia, in Picciridda, si ritrova ad affrontare il dolore di un abbandono, anche se non voluto da parte dei suoi genitori, costretti a partire per cercarsi un lavoro. Da sola si organizza per parare i colpi e le sconfitte, pure dopo un abuso, diventando una donna consapevole e fiera di sé, attraverso un lungo percorso di rielaborazione del proprio vissuto.

Casca il mondo, casca la terra

E che dire di Vittoria, da me raccontata nel romanzo Casca il mondo, casca la terra, detestata dai più che le stanno accanto, perché ha deciso di mostrare solo il suo lato meno elastico, e nasconde con grande maestria e a suon di sorrisi perfidi la tragedia di una vita che non è affatto perfetta come credono gli altri? La verità è che lei detesta farsi compatire, e piange in silenzio, distante da tutti. Anche mia madre e mia nonna, descritte nel libro Dacci oggi il nostro pane quotidiano, hanno saputo sopportare in silenzio i loro patemi d’animo, consacrandosi all’amore per la famiglia e al desiderio di essere sempre gentili con tutti. Ci sono persone che degli impedimenti più duri hanno fatto tesoro, costruendo ricchezze e risorse, senza ammorbare gli altri con i propri musi lunghi.

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Lo stesso fa Paola, la protagonista di Un padre è un padre, che avrebbe tutti i motivi per lasciarsi andare, e invece, a un certo punto del suo cammino, inverte la rotta verso il bene. Apre le finestre e fa entrare il sole, intuendo che anche quando chi l’ha messa al mondo non vuole saperne di lei, non significa “la fine”. Un padre è semplicemente chi allarga le braccia e ti accoglie. E lei lo trova strada facendo, dietro a un sorriso buono. Niente altro che amore, dolcezza e stima. Sorrisi di cui ahimè ha perso traccia – almeno fino a un certo giorno, e fino a un certo incontro – Marilena, vedova romana, quasi settantenne, che potreste conoscere leggendo L’amore a due passi.

A questa età molti decidono di chiudere le porte del cuore, perché tanto, che senso avrebbe tentare la fortuna? Ma un senso i sentimenti ce l’hanno sempre, e a volte si celano dietro la sagoma di qualcuno che conosciamo da anni ma che ignoriamo per mille motivi. Marilena sarà costretta a rimangiarsi i suoi dubbi grazie a un volenteroso vicino di casa, Orlando, che le farà vedere quell’oltre nascosto dalla sua traballante sfiducia verso il domani. Il futuro non appartiene solo ai giovani, ma a chi ha voglia di crederci, e Marilena saprà diventare complice di se stessa per imporsi più fiducia. In qualche modo ciò che dice la Befana a Babbo Natale in una sera di pre-vigilia natalizia, scontrandosi per strada con lui. All’inizio sono soltanto battibecchi e insulti, e poi, la Signora della Notte saprà farsi valere, rivelando al dolce nonnino vestito di rosso, che non è soltanto nella bellezza e nei successi che possiamo trovare la felicità perduta. Che gran donna la Befana mia!

Chiudo il ciclo di “Eroine Semplici” con Flora. La bella barista messinese, protagonista del mio ultimo romanzo Tutte le volte che ho pianto, che in quarant’anni di vita ne ha già passate tante, eppure, con un doloroso divorzio alle spalle, e una figlia da crescere con le proprie forze, non si lamenta di nulla e ha pure il coraggio di piangere. E credetemi, in certi momenti della vita non è nemmeno facile. Le lacrime di Flora sono perle di vita che fanno germogliare la gioia. Leggendo di lei, potreste anche ritrovarvi a condividere il suo stesso stesso istinto, e chissà, magari sarebbe anche per voi una liberazione. Vera e utile. Niente altro. Alla prossima avventura, sperando che di donne si parli ancora e sempre di più. Non è antagonismo con gli uomini, semmai riallineamento dei loro valori che abbiamo dimenticato da tempo.

Tutte le volte che ho pianto

L’AUTRICE – Catena Fiorello, autrice siciliana nata a Catania nel ’66, sorella di Rosario Giuseppe, è tornata in libreria con Tutte le volte che ho pianto (Giunti). Dopo Picciridda (suo esordio pubblicato nel 2006 da Baldini e Castoldi e recentemente riproposto da Giunti), Casca il mondo, casca la terra e Un padre è un padre (entrambi per Rizzoli) e L’amore a due passi (Giunti), la scrittrice dà nuovamente voce alle ansie, ai turbamenti, alle gioie di una donna, con una protagonista che deve affrontare tutte le difficoltà della sua vita, senza però dimenticarsi che non è così impossibile ottenere una seconda possibilità.

 

 

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