Donne che camminano sole in città, senza nessun bisogno di uscire per le strade se non quello di scoprire, passeggiare, trascorrere il tempo. Compiono un atto di libertà, di femminismo. Ce le racconta l'autrice americana Lauren Elkin (ancora inedita in Italia): lei stessa ha coniato il termine "flâneuse", adattando al femminile il concetto del flâneur, tanto caro a Baudelaire - L'intervista

Donne che camminano sole in città, senza nessun bisogno di uscire per le strade se non quello di scoprire, passeggiare, trascorrere il tempo. Ridisegnare la città coi loro passi. Sono donne che compiono un atto di femminismo, oggi come centinaia anni fa. Perché “le città sono luoghi disegnati da uomini per gli uomini, o almeno lo sono state per tantissimo tempo”, racconta a ilLibraio.it, l’autrice di Flâneuse (Chatto & Windus), libro che rievoca grandi autrici che amavano passeggiare per le loro città.

donne che camminano

In un’epoca come la nostra, sono ovviamente moltissime (per fortuna) le donne che camminano per le loro città per raggiungere il posto di lavoro, svolgere commissioni, ma anche per godersi il piacere di una passeggiata e di una corsa. Potrebbe sembrare scontata questa libertà ma, in realtà, non lo è mai del tutto: sono ancora numerosi i casi in cui una donna non si sente sicura per strada, basti pensare al cat calling, con fischi e commenti maschili che accompagnano il passaggio delle donne in quasi ogni angolo del mondo.

“Esiste una parola, in francese, flâneur, che indica proprio chi passeggia per il piacere di farlo e, addirittura, gode del paesaggio. Di questo termine, però, manca il corrispettivo femminile. C’è stata una sorta di accordo tra accademici e perfino femministe per cui non si è mai pensato di declinarlo: del resto le donne non hanno mai avuto la totale libertà di camminare per la città. Io però me lo sono inventata, è flâneuse“, continua Elkin.

L’autrice, il cui libro è ancora inedito in Italia, percorre città del mondo, da Londra a Tokyo, attraverso gli occhi delle autrici che ne hanno calpestato i marciapiedi: “L’idea di raccontare le donne negli spazi urbani è nata quando studiavo, anche se fino al dottorato non mi sono mai sentita abbastanza pronta per affrontare l’argomento”, ammette Lauren Elkin.

Essere una flâneuse non è facile: “Le donne hanno a che fare con degli ostacoli sconosciuti agli uomini, devono sempre pensare a come comportarsi e decidere di camminare da sola per strada, senza una vera meta, ha un che di sovversivo”. Elkin spera che in futuro le cose cambino e che le città diventino “a misura di donna: con posti di lavoro, scuole e case più comodi da raggiungere, ma anche più sicure per le donne che vi camminano sole”.

Lauren Elkin, nata negli USA, ha vissuto a Venezia, “una città femminile, sensuale e fluida”, ma ora abita a Parigi, la sua città preferita in cui camminare, e a chi vorrebbe passeggiare per la ville lumière consiglia My Paris della flâneuse canadese Gail Scott. E confessa di amare “le città europee perché, a differenza di quelle americane, sono pensate per i pedoni, non per il traffico automobilistico”.

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