“La volontà di questa iniziativa è creare un’occasione per l’editoria di confrontarsi, senza competizione, e di fare sistema". Così Laura Pugno, scrittrice e poetessa, nonché Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, ha illustrato le finalità del "Forum del Libro Italia – Spagna", giunto alla quarta edizione, che ha visto protagonista la saggistica. ilLibraio.it ha raccolto le testimonianze di organizzatori, autori ed editori, italiani e spagnoli - Il reportage

“La volontà di questa iniziativa è creare un’occasione per l’editoria di confrontarsi, senza competizione, e di fare sistema. Al contempo, di promuovere la bibliodiversità degli autori italiani in Spagna e, di rimando, a una platea potenziale di 400milioni di lettori nel mondo”. Così Laura Pugno, scrittrice e poetessa, nonché Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, ha illustrato le finalità del Forum del Libro Italia – Spagna, giunto alla quarta edizione e svoltosi il 29 ottobre nella capitale iberica.

“La Spagna è il primo Paese per acquisizione dei diritti di autori italiani con il 20,2%”, ha aggiunto Cecilia Oliva, a capo dell’Ufficio ICE di Madrid. La manifestazione è infatti stata realizzata in collaborazione con l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Monteverdelegge e l’associazione Forum del Libro e si inserisce nell’ambito del ciclo di incontri letterari E3 + Encuentros Editores Escritores.

Al centro dell’edizione di quest’anno, la saggistica.

Sei case editrici italiane, Adelphi, Il Saggiatore, Laterza, minimum fax, Nottetempo Quodlibet, si sono presentate a ventiquattro editori spagnoli, prima attraverso un dibattito rivolto agli addetti ai lavori, compresi i promotori di festival letterari presenti in veste di osservatori, e poi con meeting individuali.

Aperto al pubblico, invece, l’incontro serale con gli autori, dal titolo Il mestiere di scrivere: Luciano Mecacci (Besprizornye, Adelphi), Alberto Giuliani (Gli immortali, Il Saggiatore), Marta Fana (Basta salari da fame!, Laterza), Antonio Talia (Statale 106, minimum fax), Paulo Barone (Benares, Nottetempo) e Stefano Catucci (Imparare dalla Luna, Quodlibet). Alla moderazione la giornalista, scrittrice e traduttrice Maria Teresa Carbone.

Presenti nella veste di osservatori e animatori di nuovi spunti anche agenti e promotori di festival letterari italiani: Benedetta Marietti (Festival della Mente di Sarzana), Rosanna Gaeta (I Dialoghi di Trani), Piergiorgio Nicolazzini (Literary Agency PNLA), Maria Ida Gaeta (Festival Letterature) e Simona Cives (Casa delle Traduzioni di Roma).

ilLibraio.it ha raccolto le testimonianze di organizzatori, autori ed editori, italiani e spagnoli.

madrid

LA SAGGISTICA ITALIANA TRA ATTUALITÀ, NARRAZIONE E SCIENTIFICITÀ

Dall’India di Benares, città-universo descritta da Paulo Barone a quella che fa da motore narrativo per Gli Immortali di Alberto Giuliani con le sue storie sul mondo che verrà; dalle tracce dello sbarco da preservare in Imparare dalla Luna di Stefano Cacucci a quelle da ricostruire dei ragazzi sbandati dopo la rivoluzione sovietica grazie a poesie, canzoni e testi letterari in Besprizornye di Luciano Mecacci;  dalla ricostruzione delle strade segrete della ‘ndrangheta che da Hong Kong riportano alla più familiare Statale 106 di Antonio Talia a quella delle remunerazioni dal 1993 a oggi che grazie all’ausilio di dati e grafici conduce all’inevitabile conclusione di Marta e Simone Fana, economista e sociologo: Basta salari da fame!

Sono sei diversi tipi di viaggio, quelli degli autori presenti al Forum Italia Spagna: lungo l’asse geografico – dall’Asia all’America passando per la Russia e il Belpaese, dalla Terra alla Luna, da Marte al Sole, un viaggio che lascia tracce lungo le strade, residui, corpi, umani e robotizzati, ed è al contempo votato all’essenza dell’immaterialità – e lungo l’asse temporale, incardinato nell’oggi e nelle sue contraddizioni, nel passato a noi vicino ma a lungo dimenticato, nel futuro di una tecnologia che vuole renderci immortali.

È anche un viaggio tra la scientificità di un genere, quello della saggistica che poggia le proprie fondamenta  in questi sei casi su economia, psicologia, attualità, filosofia, sociologia, architettura, fotografia, storia, antropologia, e la necessità di questo stesso genere di aprirsi alla narrazione attraverso il ricorso all’ “io” dell’autore.

“Voglio essere narratore nel saggio e saggista nel racconto”, diceva Leonardo Sciascia. E sembra che questa sia l’ambizione, più o meno esplicita, degli autori presenti al Forum e dei saggisti in senso largo nel panorama italiano.

Un panorama, quello rappresentato a Madrid, che ripercorre un secolo di storia dell’editoria italiana, da Laterza fondata nel 1901 a Nottetempo creata nel 2002, ciascuna con le proprie peculiarità e strategie.

Se il focus su storia ed economia restano centrali per Laterza, accanto alla promozione di festival che ne amplifichino il dibattito, come testimoniato da Giovanni Carletti, per Andrea Gentile (direttore editoriale de il Saggiatore) prioritari sono l’acquisizione di un ecosistema autoriale e non di singoli titoli, la capacità di andare oltre l’attualità e di parlare oltre confine.

Rimanere fedeli ai principi originari degli anni Sessanta, nonostante l’espandersi del catalogo, attraverso la pubblicazione di libri unici e dell’intera opera di un autore: questa la linea promossa da Adelphi nelle parole di Giorgio Pinotti, che ricorda anche come il successo su scala globale di Carlo Rovelli sia stata dettata dalla sua collocazione in una collana generalista.

E a proposito di generalisti, la capacità di superare gli specialismi pur utilizzandoli per arrivare a un pubblico più ampio è il “mantra” di Quodlibet secondo Manuel Orazi, accanto alla creazione di nuove collane come quelle dedicate ad architettura e filosofia del diritto.

Sono invece la riflessione sulla trasformazione dei linguaggi dei media e la restituzione della realtà tramite la narrazione dell’esperienza, anche nella saggistica, le stelle polari di minimum fax per Daniele Di Gennaro.

Attraverso l’antropologia, la filosofia del linguaggio e l’attenzione alle tematiche ambientali, non per moda, ma come atto politico, Nottetempo con Andrea Gessner e Daniele Giglioli si pone la volontà di offrire ai lettori nuove chiavi di lettura e inedite visioni del mondo.

COSA CERCANO GLI EDITORI SPAGNOLI?

Ma cosa cercano gli editori spagnoli nella saggistica italiana? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro proprio mentre realizzavano gli “speed date” con i loro colleghi italiani.

“Abbiamo un ottimo rapporto con la saggistica italiana: abbiamo pubblicato Carlo Rovelli e poi Il cosmo nella mente di Ereditato e Boncinelli, ma anche i romanzi di Simonetta Agnello Hornby e numerosi testi di Sciascia”, racconta Josep Maria Ventosa di Tusquets Editores, con sede a Barcellona: “Possiamo inoltre vantare tra i nostri traduttori Fleur Jaeggy, autrice e moglie di Roberto Calasso di Adelphi”.

“La nostra è una grande realtà, ma siamo molto attenti alla qualità degli editori indipendenti italiani che hanno avuto un buon seguito nelle librerie spagnole”. A parlare è Roberta Gerhard della Penguin Random House Grupo Editorial, che ad esempio ha acquisito i diritti della Lingua geniale di Andrea Marcolongo e i saggi di Mariana Mazzucato, entrambe edite da Laterza, ed è interessata agli ultimi lavori di Piero Camporesi, in quota Saggiatore.

Le tematiche religiose e le scienze sociali sono invece oggetto di interesse per Carlos Perlado Reigada di Ediciones Encuentro, che annovera le opere di Don Giussani, del cardinale Scola e di Andrea Riccardi tra i propri titoli con un buon riscontro in Spagna.

Clara Alonso Simón di Editorial Popular, casa editrice indipendente con 40 anni di attività alle spalle, è la testimonial dell’efficacia del Forum. Nel 2016 ha partecipato alla prima edizione e da quell’incontro è scaturito l’acquisto dei diritti di Capire l’economia in sette passi di Leonardo Becchetti per minimum fax, uscito in Spagna lo scorso anno: “Oggi cerchiamo soprattutto testi di sociologia e politica per arricchire il nostro catalogo con nuovi scrittori italiani”.

L’IMPORTANZA DELL’INCONTRO

“Sono orgogliosa di questa edizione, perché è stata particolarmente partecipata e ricca di stimoli”, ha commentato Laura Pugno: “Questo percorso è cominciato nel 2016 con l’idea di facilitare l’incontro tra l’editoria italiana e quella spagnola in un contesto più tranquillo e meno competitivo rispetto alle fiere.

Come ente che fa capo al Ministero, però, puntiamo alla crescita di tutta l’industria culturale. Produttori televisivi, nuovi drammaturghi e sceneggiatori, promotori museali e galleristi: il nostro è un lavoro di costruzione di una rete di relazioni e di snodi artistici che conducano i creativi dei due paesi verso nuovi palchi”.

A tale scopo l’Istituto di Cultura Italiana a Madrid organizza corsi di lingua con oltre mille studenti, presentazioni di libri, mostre e premi.

“Il dialogo è centrale per noi e per questo motivo abbiamo deciso, nel caso del Forum del Libro, di introdurre la figura degli osservatori, agenti e animatori di festival letterari, per ampliare il dibattito e favorire il confronto diretto. E non solo qui in Spagna. L’8 dicembre saremo alla Nuvola a Roma per promuoveremo un’iniziativa sullo scrivere e pubblicare nei due paesi all’interno di Più Libri Più Liberi”.

Ma come si concilia l’attività di dirigente ministeriale con quella di scrittrice? “Sono due percorsi paralleli. Sono entrata agli Esteri nel 2003, vincendo prima il concorso per funzionario e poi quello per dirigente culturale, che mi ha portata a dirigere l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Il bagaglio di esperienze come autrice è una risorsa preziosa per il mio ruolo nel management culturale. Credo si debbano superare gli steccati e saper accogliere le sfide: una proposta artistica solida e di qualità non può non essere sorretta da una oculata gestione di mezzi, e soprattutto di persone”.

 

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