Si è spento a 87 anni l'autore della "Trilogia di Danzica"

Si è spento, all’età di 87 anni, Günter Grass, premio Nobel per la letteratura nel 1999 (pubblicato in Italia da Feltrinelli), scrittore, poeta, saggista, drammaturgo e scultore tedesco, tra i rappresentanti del Gruppo 47, movimento per la rinascita della cultura in Germania dopo l’era buia del nazismo.

Sempre al centro delle polemiche per il suo passato da soldato volontario nelle fila delle Waffen-SS del Partito Nazista (come lui stesso ha rivelato in interviste e nel suo autobiografico libro Sbucciare la cipolla), e per le affermazioni nei confronti del militarismo israeliano, che lo hanno portato a essere tacciato di antisemitismo, è diventato celebre nel mondo della letteratura per la Trilogia di Danzica, una raccolta di tre romanzi, Il tamburo di latta, Gatto e topo, Anni di cane, che raccontano personaggi atipici, eventi storici e immaginari, situazioni di difficoltà fisiche e fughe dalla realtà, nella città di Danzica: nella trilogia uno dei periodi più bui della storia viene affrontato con un occhio di riguardo alla gente comune.

Tra i primi che hanno commentato la scomparsa dello scrittore c’è stato Dario Fo: “Sono davvero dispiaciuto, lo conoscevo abbastanza bene e ci siamo incontrati più di una volta. Era un autore che ha scritto poco, ma di successo, ha meritato il Nobel, lo meritava soprattutto per Il tamburo di latta, opera con la quale esordì. E’ un libro eccezionale in cui c’è disperazione, forza, ironia, davvero un bel libro”.

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