Il Libraio ha intervistato Sandro Ferri, co-fondatore di E/O in Italia e di Europa Editions negli Stati Uniti. Mentre gran parte dei marchi indipendenti sono in difficoltà, il successo della misteriosa autrice rende ottimista l'editore romano...

Sono lontani i giorni felici dell’editoria indipendente romana. La crisi del settore, che riguarda l’intera filiera, è infatti arrivata anche per i marchi della capitale. Ma c’è almeno un’eccezione, in questo panorama non certo roseo: E/O, la casa editrice fondata nel 1979 da Sandro Ferri e dalla moglie Sandra Ozzola: “In effetti, nonostante il contesto difficile, questo 2014 finora è stato positivo per noi. Siamo cresciuti rispetto allo scorso anno“. In ogni caso, il calo generale delle vendite preoccupa l’editore romano: “In 4 anni il mercato ha perso quasi il 25%. Un lettore su quattro. E quasi sempre si tratta di lettori ‘forti’, i nostri…”.

Tra i motivi per cui Ferri, a differenza di molti suoi colleghi, può dormire sonni (abbastanza) tranquilli c’è il successo, soprattutto americano, di Elena Ferrante, recentemente definita dal New York Times “one of the great novelists of our time”. Nessuno conosce la sua vera identità: si tratta dello pseudonimo di una scrittrice, o di uno scrittore (c’è chi in passato ha fatto il nome del critico letterario Goffredo Fofi, chi dello stesso Ferri, chi di Domenico Starnone e una recente, discussa intervista a quest’ultimo pubblicata da Repubblica ha alimentato i dubbi…) che dopo il debutto del ’92 con “L’amore molesto” ha visto ben due suoi romanzi portati sul grande schermo, lo stesso esordio e “I giorni dell’abbandono”. Nel 2011 E/O ha pubblicato il primo volume, omonimo, della serie dell’ “Amica geniale”, seguito nel 2012 dal secondo volume, “Storia del nuovo cognome”. Nel 2013 è arrivato, il terzo, “Storia di chi fugge e di chi resta”; ed è appena uscito il quarto (subito in top ten), “Storia della bambina perduta”.

L’attenzione del pubblico statunitense per quest’autrice non è un caso. Nel 2005 Ferri ha infatti dato vita alla casa editrice Europa Editions, con sede a New York (nell’ufficio lavorano 5 dipendenti, e la distribuzione è affidata a Penguin), che propone titoli E/O tradotti in inglese (tra cui la stessa Ferrante), e altri titoli acquisiti direttamente in lingua inglese. “I giorni dell’abbandono è stato uno dei primi titoli di Europe Editions”, ci racconta Ferri, che definisce quella americana una “casa editrice medio-piccola, molto presente nelle librerie indipendenti. Il fatturato di copertina è pari a 4 milioni di dollari, mentre il fatturato in Italia di E/O è pari a circa 5mln di euro“.

Da qualche settimana è uscito negli Stati Uniti il terzo volume della serie dell’ “Amica geniale”, che ha portato la Ferrante nei piani alti della classifica: “Negli Usa la pubblichiamo con circa un anno di ritardo rispetto all’Italia, dovendola tradurre. Dei primi tre volumi finora abbiamo venduto circa 130mila copie. In Italia la cifra è simile”. Argomenta Ferri: “Da noi il successo della Ferrante è stato tardivo, nonostante i due film. Negli Usa è stato molto più rapido, ed è stato un successo di critica. I suoi libri hanno ricevuto recensioni entusiastiche e approfondite, che hanno spinto le vendite. A questo proposito, devo dire che, a differenza dell’Italia, la critica letteraria negli Usa è in salute. E’ ancora influente, e i critici sanno andare davvero in profondità”.

Viste le premesse, l’editore spera che il successo oltreoceano spinga anche le vendite  in Italia. Chiediamo a Ferri se, a questo proposito, possa essere d’aiuto una candidatura al premio Strega 2015 della Ferrante: “Non è in alcun modo nei nostri programmi”, ci interrompe subito. A proposito dello Strega, il vincitore dell’ultima edizione Francesco Piccolo guiderà il team di scrittura che lavorerà alla sceneggiatura della serie tv tratta dai quattro volumi della Ferrante, che sarà prodotta da Fandango con Rai Fiction.

Con il fondatore di E/O parliamo anche dei problemi dell’editoria indipendente in Italia, “in un mercato sempre più dominato da pochi bestseller e che tende sempre più ad appiattire, e in cui i piccoli fanno fatica”. Eppure, per Ferri, le “sorprese” sono ancora possibili: “Anche se il pubblico dei lettori è sempre più stanco, resta comunque alla ricerca di novità… di nuovi generi, di nuovi tipi di narrazione…”.

Ma a proposito di sorprese, quale potrebbe essere quella targata E/O nel 2015? “Credo molto nel romanzo d’esordio di Bridget Foley, un’esordiente. ‘Hugo and Rose’ è un libro che ibrida elementi fantastici e realistici, parla di una donna che vive una storia d’amore in sogno“.

 

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