L'ultima indagine Aie, secondo cui nel 2014 è rimasta stabile la spesa degli italiani per leggere, ha riportato un po' di ottimismo nel mondo del libro... - Analisi e precisazioni

L’ultima indagine dell’Associazione Italiana Editori (presentata in occasione del 32esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, in programma fino al 30 gennaio a Venezia), arrivata dopo anni di dati negativi sul mercato librario e convegni sulla crisi del libro e le prospettive del settore, ha riportato un po’ di ottimismo tra chi, in Italia, si occupa di libri.  L’Aie, che cita dati Nielsen, ha infatti reso noto che nel 2014 è rimasta stabile la spesa degli italiani per leggere: lo scorso anno, si legge nel comunicato, “si è chiuso, per i libri di carta, con il segno meno nei canali trade: -3,8% il giro d’affari, -6,5% le copie vendute, in ripresa rispetto ai primi mesi dell’anno e anche rispetto agli anni precedenti”. Inoltre, “il libro di carta si compra prima di tutto nelle librerie di catena (pesano per il 40,6%, anche se in leggero calo rispetto al 2013), un pochino meno nelle librerie indipendenti (al 30,7%), sempre più nelle librerie online, che oggi pesano il 13,8% (+ 8% rispetto al 2013). Diminuisce invece in modo significativo la grande distribuzione. Parallelamente il mercato degli e-book si stima al 4,4% del mercato del libro, con un fatturato di 51,7milioni di euro (+39,4% sul 2013)”.

Va però precisato che Nielsen non considera i dati che non può avere o stimare con ragionevole certezza: quindi, da quel -3,8% resta fuori, tra l’altro, una quota significativa dell’e-commerce dei libri fisici. Stimiamo che una parte dei rivenditori, che non dichiarano i dati, se ammessa farebbe risalire quella cifra, e la flessione sarebbe dunque del 2% circa, anziché del 3,8. Se a questo si aggiunge l’e-book, la cui crescita ha pesato per gli editori tra l’1% e il 2%, allora si capisce come il dato sia quasi pari. Aggiungendo poi la spesa per leggere, e cioè i (ben) 100 milioni di euro stimati dall’Aie per l’acquisto di dispositivi dedicati esclusivamente alla lettura, si avrebbe il risultato che i lettori abituali hanno sostenuto il mercato della lettura fino a farlo crescere.

Certo, resta aperto il tema, decisivo, della promozione della lettura, visto il calo complessivo dei lettori: sempre stando all’Istat, infatti, rispetto al 2013, nel 2014 la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.

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