Da un lato l'esultanza di Adei, Ali e Sil per l'approvazione da parte della Camera del progetto di legge sul libro. Dall'altro le critiche dell'Associazione italiana editori: "Apprezziamo che per la prima volta ci sia un impianto complessivo per affrontare l’emergenza della lettura. Ma dove sono gli investimenti per evitare che tutto si traduca in una vuota promessa?"

Se, per Adei (Associazione degli editori indipendenti), Ali (Associazione Librai Italiani) e Sil (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai) quella di lunedì 16 luglio è stata una “giornata storica per il mondo del libro”, con la Camera che “a maggioranza schiacciante ha approvato un disegno di Legge che finalmente fa giocare tutti alla pari e premia la concorrenza basata sulla competenza e non sul potere o sul monopolio”, in merito alle nuove norme sul libro e la lettura, ora in attesa dell’esame al Senato, la pensa all’opposto l’Aie (Associazione Italiana Editori), che quest’anno compie 150 anni e che rappresenta la maggioranza degli editori grandi, medi e piccoli.

Il 16 luglio l’Assemblea della Camera ha approvato, apportandovi modifiche, la proposta di legge A.C. 478 e abb.-A. – QUI IL TESTO DEL PROVVEDIMENTO 

Difesa dei lettori, dei consumatori, delle famiglie, dei giovani. Detrazioni fiscali per l’acquisto dei libri. Conferma del Bonus Cultura. Queste le richieste urgenti dell’Aie, il cui presidente Ricardo Franco Levi, a nome di tutto il Comitato di Presidenza, spiega: “Questa legge così non funziona. Giusti gli obiettivi, ma mancano le risorse e si colpiscono lettori e consumatori. Verranno sottratti dalle tasche delle famiglie almeno 70 milioni di euro”.

“All’approvazione da parte della Camera dei deputati del progetto di legge che ha per oggetto ‘la promozione e il sostegno della lettura’ rispondiamo che condividiamo con passione questo obiettivo, che sosteniamo ogni sforzo in questa direzione – ha proseguito Levi -. Ma dove sono i fondi necessari per tradurlo in pratica? Apprezziamo che per la prima volta ci sia un impianto complessivo per affrontare l’emergenza della lettura. Ma dove sono gli investimenti per evitare che tutto si traduca in una vuota promessa? Dove sono le risorse per le quali governo e Parlamento si erano impegnati sull’esempio di quanto già fatto per il cinema?”.

“E come – ha continuato Levi – aiutare i lettori, i consumatori, le famiglie, i giovani sui quali peseranno i limiti agli sconti sul prezzo dei libri e alle diverse facilitazioni all’acquisto? Come sostenere un settore che lungo tutta la catena del libro – dall’ideazione alla scrittura, alla produzione, alla distribuzione, fino alla vendita – produce cultura e lavoro per decine di migliaia di persone, che traduce in percorsi di vita professionale la creatività degli autori, ma che perderà percentuali importanti di fatturato per le restrizioni poste dal progetto di legge all’iniziativa delle imprese?”. Il presidente dell’Aie conclude sottolineando: “La discussione della legge passerà ora al Senato. Dal Parlamento e dal governo aspettiamo un impegno forte per dare sostanza a un provvedimento che altrimenti resterà come un’occasione gravemente perduta per un’Italia che ha disperatamente bisogno di più lettura, più conoscenza, più sapere”.

 

 

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