Bartleby, lo scrivano - Benito Cereno

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Sinossi

Introduzione di Nemi D’Agostino
Traduzione di Gianna Lonza

Apparsi nel 1856 nella raccolta The Piazza Tales (Racconti della veranda), questi due capolavori di Melville hanno al centro figure di antieroi prigionieri di un disinteresse sempre più profondo per la vita. Apostolo dell’autonegazione è Bartleby, lo scrivano, impiegato che vive ai margini di un ufficio: non ha nome, non ha passato, non ha famiglia. Non parla, non spiega, non manifesta sentimenti. «Preferirei di no» è l’ostinata quanto cortese replica con cui si rifiuta di eseguire gli incarichi per i quali è stato assunto. Anche il comportamento di Benito Cereno, il pallido e allucinato comandante di un misterioso mercantile spagnolo alla deriva, è indecifrabile: incline alla malinconia, incapace di ogni decisione, totalmente assorto nell’autocommiserazione. Solo alla fine si scoprirà che don Benito non è un tessitore di oscure trame, ma la vittima di una violenza che lo ha distrutto nel corpo e nell’anima e a cui riesce a opporre solo una taciturna reticenza. Inerti di fronte agli assalti della sorte e al mistero insondabile e incommensurabile che è nel cuore di ogni esistenza, Bartleby e Benito cercano nel silenzio una pace che non ha più bisogno di consolazione.

  • ISBN: 8811365236
  • Casa Editrice: Garzanti
  • Pagine: 192

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€9,50

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