Undici buone ragioni per una pausa

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Sinossi

Esiste un tratto quasi terminale della corsa – quando l’inizio è dimenticato e la fine è certa e verosimilmente prossima, ma non ancora arrivata – che viene rischiarato da una sorprendente lucidità, come da una luce più forte. È la sola parte dell’universo e del tempo che possa essere raccontata: le prime cose sono avvolte nella foschia di un passato senza memoria, le ultime accadono per definizione quando non è più possibile riferirne. Penultime cose è il confine dato al racconto: uscirne è prerogativa del titano o, più facilmente, del ciarlatano, non dello scrivano. A lui restano argomenti indubbiamente penultimi ma non privi di peso, come inferno, bontà, attesa, nostalgia, partenze, ritorni, paternità, fantasmi, comunismo, Babbo Natale, calura e febbre. E poi Armenia, Argentina, Asia, Jugoslavia e cerchia dei Navigli. E sogni. Se ne può trarre qualcosa di interessante, guidati dalla domanda sulla finitezza: ultima cosa o penultima? E sull’infinito: penultima cosa o ultima? La risposta è un ago che oscilla fra nichilismo e allegria, e la guida per approssimarla si può trovare nei luoghi più inattesi, come la matematica e le biglie con cui gioca Dio.

  • ISBN: 8833919714
  • Casa Editrice: Bollati Boringhieri
  • Pagine: 122

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€12,50

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