La veronese Sara Gamberini è in libreria con il suo romanzo d'esordio, "Maestoso è l'abbandono", un romanzo di de-formazione dai toni poetici e dalla lingua sofisticata...

“Ci sono gli amori che hanno a che fare con i percorsi, quelli che hanno a che fare con la solitudine e poi ci sono quelli che non servono a niente, gli amori altissimi”. La veronese Sara Gamberini è in libreria con il suo romanzo d’esordio, Maestoso è l’abbandono (Hacca edizioni), un romanzo di de-formazione (come è stato definito da Viola Di Grado) dai toni poetici e dalla lingua sofisticata.

maestoso è l'abbandono

Maestoso è l’abbandono è la storia di una donna che prende le distanze dal mondo, e insieme se ne sente sempre più parte. La incontriamo, dopo troppi campari e sensi di colpa, compiere un gesto semplice e contemporaneamente colossale, il lasciare un uomo al quale ha riposto la sua fiducia, mal ripagandola. Tra incantesimi, piccoli riti, scintille astrali a sostituire la psicanalisi, introspezione e conoscenza dell’altro, arriva il momento in cui innamorarsi di un uomo assurdo, poetico e scostante, ritroso e per questo salvifico. Il tutto, con un’attenzione particolare alla lingua, eterea e luminosa, alle volte sussurrata.

“[…] Una ragazzina ipersensibile che diventa adulta non attraverso le tappe prosaiche della trama visibile della vita ma attraverso i percorsi segreti del sogno, quelli che scorrono sotto le cose caricandole di simboli e possibilità, trasformando ogni cosa e salvandola dalla banalità del tempo. In fondo, come sostenevano i cinesi, non esistono passato e futuro, e dunque nemmeno separazione tra ciò che siamo stati da bambini e ciò che siamo e saremo: è solo questione di sguardo. — Viola Di Grado

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