Raccontandosi con un “noi” che è un dialogo di tutti i suoi “io”, nel suo nuovo libro, “Qualcuno di noi”, Pietro Grossi propone un percorso di formazione che flirta con tutte le occasioni di autodistruzione, senza tirarsi mai indietro. Il protagonista si muove, sempre, irrequieto e fremente, perché ogni esperienza è una possibilità, quella di disporre del mondo come prova della propria libertà, ma anche dei suoi inganni…

“Gli scrittori, per stare là fuori, dovevano dimostrare di essere pieni di certezze, e se c’era una cosa che la letteratura aveva fatto di tutto per dimostrarci era che, nella vita, di certezze ce ne sono poche”.

Una testa calda, Pietro Grossi: nato e cresciuto in un mondo privilegiato, immerso nella luce e nella bellezza smagliante di una Toscana elitaria, è un ragazzo gracile, predisposto al ragionamento astratto.

Filosofo, fin da bambino, incuriosito da tutto, affamato di attenzione, e capace di piegare la realtà a suo piacimento, Pietro coglie da subito, con la spontaneità dell’adolescenza, le mille possibilità dello spazio a sua disposizione, finge malanni, inventa storie, lutti per attirare gli altri nel suo perimetro emotivo.

Derive e approdi: l’esistenza è un fluire continuo, per chi ne accetta l’imprevedibilità e l’oscurità, e Pietro è attratto dalla seduzione del diverso: lo attira la realtà dei ragazzi diversi da lui, la periferia con il suo argine di male, la violenza che è un richiamo magnetico.

Se è vero che sono i dettagli a rendere una storia credibile, l’occhio di Pietro Grossi li coglie tutti, le sfumature e i chiaroscuri, le luci delle sue origini e le ombre che ci sono dall’altra parte. Ed è lì che veleggia, esploratore disinvolto in un mondo che lo accoglie nella vastità delle sue possibilità.

Copertina di "Qualcuno di noi" di Pietro Grossi, tra i libri da leggere 2025

In Qualcuno di noi (Mondadori – tra i libri di cui si parla in vista di una possibile candidatura al Premio Strega 2025, ndr) ci sono le mille deviazioni della vita, i suoi tanti se, il flusso dell’accadere, la menzogna come strategia di salvezza, e la creatività come mappa della complessità dell’esistenza.

I viaggi di Pietro sono reali, discese in kayak, traversate per mare, avventure messicane, vita newyorkese, proprio quando si fa la storia, con il male che fa la sua irruzione violenta negli occhi di tutti, tirando giù torri e certezze: è uno scorrazzare selvaggio per il mondo, dai deserti alle metropoli, lontano dal regno incantato familiare.

Scopri la nostra pagina Linkedin

Seguici su Telegram
Scopri la nostra pagina LinkedIn

Notizie, approfondimenti, retroscena e anteprime sul mondo dell’editoria e della lettura: ogni giorno con ilLibraio.it

Seguici su LinkedIn Seguici su LinkedIn

Non ci sono confini, c’è qualche orizzonte da guardare per immaginare cosa c’è dopo, e ci sono richiami troppo forti per non ascoltarli: il dolore da sperimentare per affacciarsi nel mondo di quelli che soffrono, la violenza che impantana ma è la lente per guardare dentro di sé, dentro il male, il nuovo da scoprire.

Pietro si muove, sempre, irrequieto e fremente, perché ogni esperienza è una possibilità, quella di disporre del mondo come prova della propria libertà, ma anche dei suoi inganni. La curiosità e il movimento sono le risorse di un giovane costantemente braccato da una bestia nera dentro di sé, che lo spinge al limite delle sue passioni. Pietro, testa calda, se le va a cercare, si mette nei guai, perché la paura è inebriante, come i cazzotti, come le droghe, allucinogeni che fanno apparire il mondo ancora più vasto.

Pietro Grossi, autore di "qualcuno di noi"

Pietro Grossi, foto di Claudio Sforza

Tormentato dal grigiore, Pietro cerca il caos, per scoprire cosa c’è fuori dalla luce, dall’altra parte: e meno male che c’è un amico a guidare la sua mano, a fargli chiudere un coltello nel cassetto, altrimenti la storia di Pietro Grossi sarebbe stata molto diversa. Ci sono moltitudini dentro di noi, e Pietro ne scopre tante, tantissime: sono le voci della sua, e della nostra, vita nascosta.

“Quante volte la vita si diverte a non piazzare quel tassello dove dovrebbe stare, ma appena più in là? Non molto però, quanto basta per metterti in crisi e riempire la tua esistenza di quelle sibilanti, striscianti sillabe, che di per sé non farebbero male a nessuno, se non nascondessero il vero dramma della vita: tutte le altre che non riesci a vivere”.

Scopri il nostro canale Telegram

Seguici su Telegram
Le news del libro sul tuo smartphone

Ogni giorno dalla redazione de ilLibraio.it notizie, interviste, storie, approfondimenti e interventi d’autore per rimanere sempre aggiornati

Inizia a seguirci ora su Telegram Inizia a seguirci ora

L’arte è per Pietro il ponte tra realtà e infinito, e la scrittura è la nobilitazione del movimento che riesce ad arginare l’oscurità: la penna Bic che scorre, le parole che si affollano, dentro, e riescono a uscire prendendo una forma. Nel moto continuo, nell’esercizio disciplinato della scrittura c’è un flusso di vita, che è in se stesso una salvezza. È uno degli approdi fondamentali di Pietro che, capace fin da piccolo di menzogne perfette, scopre nella scrittura il posto dove stare, dove far sgorgare tutte le sue parole, e la risposta alla domanda più infida, il “cosa sai fare?”.

“Eravamo nel luogo dove avremmo sempre dovuto essere, dove avevamo sempre sentito di dover essere, dove consapevolmente o meno avevamo sempre lottato per essere. Eppure, avevamo la sensazione di averlo trovato soltanto adesso. Ci sentimmo felici, e ancora una volta scemi: era sempre stato lì, sotto i nostri occhi, in un qualunque quaderno a spirale e una Bic.”

Pietro Grossi scrive perché altrimenti sta peggio, perché scrivere è fare, è trasformazione, è entropia: la pagina lo accoglie, gli offre una collocazione nel mondo, creando dei confini alle derive della vita ed un timone a cui affidarsi. Sulla pagina, Pietro continua a guardare dentro di sé, esplorando le crepe della sua vita protetta, per capire quella parte nascosta nelle sue viscere animali, per tenerla buona: insieme a lui ci mettiamo in viaggio per cercare di capire chi siamo, per interrogarci sui tanti ruoli che abbiamo a disposizione, e che lottano dentro di noi.

Grossi naviga, abbandonandosi alla vita, scrivendo in un fluire continuo, con una ciurma disordinata di voci, raccontandosi con un noi, che è un dialogo di tutti i suoi io, in un percorso di formazione che flirta con tutte le occasioni di autodistruzione, senza tirarsi mai indietro. Guidato dalla sua curiosità magnetica, dalla sua testa calda sempre pronta a cogliere stimoli, in Qualcuno di noi Grossi rilegge passato e presente, raccontando contraddizioni, rotte sbagliate, scogli e correnti pericolose, fin nell’abisso dell’esistenza: è la navigazione nella comprensione di sé, di un uomo gracile ma affamato di passioni e di eccessi, attirato dalle ombre, dove trova posto anche l’amore, approdo sicuro lontano dai gorghi e dalle fughe nel mondo.

Scappiamo, scappiamo di continuo, da sempre.
Con le nostre invenzioni.
Con i cazzotti.
Con le droghe.
Con i viaggi.
Con i libri.
E mentre lo facciamo ci diciamo anche che invece stiamo vivendo.”

Scopri le nostre Newsletter

Iscrizione alla Newsletter
Il mondo della lettura a portata di mail

Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it

scegli la tua newsletter Scegli la tua newsletter gratuita

 

Libri consigliati