Al via a Roma "Più libri più liberi", la fiera dei piccoli editori. Il messaggio del presidente della Repubblica Mattarella: "E' necessario adoperarsi per garantire la maggiore libertà editoriale possibile" - Gli interventi di politici ed editori nella giornata inaugurale, tra cui quelli di Enrico Selva Coddé (Mondadori), Stefano Mauri (GeMS) e Federico Motta (Aie)

Al via a Roma “Più libri più liberi”, la fiera dei piccoli editori. Tanti gli interventi della giornata internazionale, da parte di politici ed esponenti di punta del mondo del libro. Eccone alcuni.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato per l’occasione e letto dal presidente del gruppo piccoli editori dell’Aie, Antonio Monaco, ha dichiarato, tra l’altro: “I libri sono, insieme, un bene privato e un bene pubblico, perché generano sapere condiviso. Sono il patrimonio che lasciamo alle giovani generazioni, le radici sulle quali continuare a costruire il futuro della nostra comunità”. Come riporta l’Ansa, Mattarella ha anche sottolineato: “E’ necessario adoperarsi per garantire la maggiore libertà editoriale possibile”.

E’ invece intervenuto personalmente Dario Franceschini, ministro dei Beni e le attività culturali: “Ho scritto una lettera ai produttori delle quattro tv nazionali, proponendo di lavorare con loro ad un patto per la lettura. La risposta è stata positiva e ci sarà un tavolo tecnico di lavoro per capire quale può essere il contributo del sistema televisivo alla lettura. Quando saremo ad un punto concreto, lo annunceremo… (…) Quando parlo del lavoro che può fare la tv per riavvicinare alla lettura, non mi riferisco alle trasmissioni destinate ai lettori forti”. E ancora: “Il lavoro che dobbiamo fare è un lavoro sulla lettura, la bellezza di leggere che è anche andare in altre vite, in altri luoghi, in altri tempi…”.

Intervistato dall’Ansa, Enrico Selva Coddé, amministratore delegato Mondadori Libri SpA, ha argomentato: “Piccoli e grandi editori sono un unico mondo. Non ci sarebbero gli uni senza gli altri e il mercato non potrebbe farne a meno. I grandi non potrebbero raggiungere un certo tipo di mercato e i piccoli alcuni tipi di domanda”. Selva Coddé ha parlato anche del discusso addio di Elisabetta Sgarbi a Bompiani, con la fondazione de La nave di Teseo (sull’altrettanto discussa operazione “Mondazzoli”, con l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, nei primi mesi del 2016 dirà la sua l’Antitrust): “E’ un segno di vitalità dell’editoria. Nella storia dell’editoria ci sono state case editrici nate da editor e, più rare, quelle nate da autori. E’ una delle tante cose belle dell’editoria”.

A Più libri anche Stefano Mauri, presidente e Ad del gruppo GeMS (editore de ilLibraio.it, ndr): “La nascita di Mondazzoli? 15 anni fa l’Antitrust tedesco e di Bruxelles hanno giudicato operazioni simili e le hanno ridimensionate. Vediamo se sono cambiati i tempi…”. E ancora:  “L’Antitrust deve valutare. Se i tempi cambiati giustificano questa concentrazione per lo spauracchio di Amazon è come fare entrare in casa un leone per far fuori un topolino”. Anche Mauri commenta la nascita de La nave di Teseo: “Non credo che la passione sia una prerogativa dei piccoli editori. Un esempio è Elisabetta Sgarbi che si è buttata in una nuova avventura. Mostra come una direzione editoriale sia appassionata”. E sullo stesso tema: “La Sgarbi ha parlato con Marina Berlusconi. Marina non capirà mai la Sgarbi. La Sgarbi deve capire Marina. Una parla di fatturato, l’altra di curiosità culturale. Secondo me il lavoro di editore è stare in mezzo. Bisogna portare a casa la pagnotta seguendo la propria curiosità culturale”.

Parla di promozione della lettura il presidente dell’Associazione Italia Editori Federico Motta: “Noi vogliamo che la promozione della cultura diventi un fatto strutturale con strategie a lungo termine che puntino ai giovani”.

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