"Sono cresciuta in una cultura generalmente deleteria per le donne e che cerca con pervicacia di disciplinare i loro corpi, quindi so che è importante resistere agli standard irragionevoli su come dovrebbe essere il corpo mio o di chiunque", scrive Roxane Gay nel suo memoir "Fame". L'autrice e accademica statunitense di origine haitiana, bisessuale e femminista, si mette a nudo a partire dal proprio corpo, che dopo lo stupro subito a 12 anni ha reso invisibile allo sguardo maschile attraverso la dipendenza da cibo. E così facendo svela anche le ipocrisie della nostra società... - L'approfondimento sui suoi libri (tra cui la raccolta di saggi "Bad Feminist")

“Sono cresciuta in una cultura generalmente deleteria per le donne e che cerca con pervicacia di disciplinare i loro corpi, quindi so che è importante resistere agli standard irragionevoli su come dovrebbe essere il corpo mio o di chiunque”, scrive Roxane Gay nel suo memoir Fame. Storia del mio corpo (Einaudi Stile Libero, traduzione di Alessandra Montrucchio).

L’autrice e accademica statunitense (è professore associato di inglese alla Purdue University), di origine haitiana, bisessuale e femminista, si mette a nudo a partire dal proprio corpo, che a un certo punto ha raggiunto i duecentosessanta chili per un metro e novanta di altezza, e riflette sulla “grassofobia” che imperversa nella nostra società e le pressioni a cui sono sottoposte le donne a partire dal loro aspetto fisico, ma soprattutto svela particolari dolorosi del suo passato che sono alla base del suo rapporto di dipendenza dal cibo.

Roxane Gay, infatti, ha subito uno stupro a 12 anni, un’esperienza che ha innescato in lei il desiderio di rendere il proprio corpo il meno attraente possibile, per diventare invisibile allo sguardo maschile.

Una situazione, quella di Gay, che però porta spesso la donna a scontrarsi con i pregiudizi e le aspettative della nostra società, oltre che con veri e propri disagi fisici. Un rapporto che la scrittrice racconta così: “Vivo in questo corpo ribelle da oltre vent’anni. Ho tentato di farci la pace. Ho tentato di amarlo o almeno tollerarlo in un mondo che lo disprezza e basta”.

Dopo vent’anni, però, Roxane Gay, già amata dal pubblico americano per i suoi saggi, ammette nelle pagine di Fame: “Ho taciuto la mia storia in un mondo che presume di conoscere il perché del mio corpo, o di qualsiasi corpo grasso. Ora sto scegliendo di non tacere più”.

Roxane Gay, nata a Omaha in Nebraska nel 1974, oltre a Fame, la sua prima opera edita in Italia, dal 2014 è conosciuta dai lettori anglofoni per la sua penna sferzante e lo stile asciutto e diretto. Ha esordito con il romanzo An untamed state, in cui racconta del rapimento di una donna di origine haitiana da parte di una gang che chiede un cospicuo riscatto in cambio della sua liberazione.

Nello stesso anno arriva in libreria la raccolta di saggi Bad Feminist, in cui l’autrice riflette sulla sua evoluzione come donna, anche in relazione agli stereotipi e ai diktat che la società impone a chi si proclama femminista. “Il mio colore preferito è il rosa. Dicevo che era il nero, per essere cool, ma in realtà è il rosa, in tutte le sue sfumature. Se ho un accessorio, probabilmente è rosa. Leggo Vogue e non lo faccio con ironia, anche se potrebbe sembrarlo”, scrive Roxane Gay in uno dei brevi saggi che compongono il libro.

Nella raccolta di raccont Ayiti la scrittrice esplora le sue radici e si concentra sulla narrazione della diaspora degli haitiani verso gli Stati Uniti. Un tema, quello della rappresentazione delle persone di colore, che nel 2016 ha portato la scrittrice, critica e docente, a curare con Yona Harvey la stesura del primo fumetto Marvel scritto da due donne nere: World of Wakanda.

Nel gennaio 2017, invece, torna alla forma del racconto e con Difficult Women dona spazio sulla pagina alle donne che in qualche modo non rientrano nel canone della “bella e brava ragazza”: hanno subito abusi, portano con sé rabbia e traumi, non corrispondono agli standard di bellezza promossi dai media…

Roxane Gay ha anche un nuovo libro in uscita negli Usa, How to Be Heard, inizialmente atteso per gennaio 2018 per TED Books, un marchio della casa editrice Simon & Schuster. Tuttavia a gennaio 2017 la scrittrice ha annunciato il suo desiderio di sospendere la pubblicazione dopo che l’esponente dell’alt-right Milo Yiannopoulos aveva firmato un contratto per un libro con lo stesso editore.

La scrittrice è anche firma di molti articoli su tematiche inerenti l’identità di genere, la sessualità e la questione razziale per il New York Times.

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