Il linguista parla del presente e del futuro (a rischio?) della nostra lingua: "Credo che la rete spinga nella direzione di poter capire un testo scritto, spinga nella direzione della promozione della lettura". E ancora: "La tradizione di Dante potrebbe trovare un alleato in internet"

Il professor Tullio De Mauro, tra i più importanti linguisti italiani, ex ministro della Pubblica Istruzione, ospite del Festival della comunicazione a Camogli, parla del futuro della lingua italiana nell’era dei social network.

Non mancano, come si sa, le critiche alla rete, visti i tanti problemi che si riscontrano tra gli studenti italiani (e non solo). Eppure, nel suo intervento, anticipato da La Stampa, De Mauro va controcorrente, e sottolinea che “alcuni sperano che per le future generazioni questo stato di arretratezza alfabetica possa essere corretto dalla diffusione delle tecnologie informatiche. Come è successo altrove nel mondo, per esempio per gli inuit o per gli eroici curdi, la tradizione di Dante potrebbe trovare un alleato in internet”.

Intervistato da Wired, a proposito del ruolo del web, De Mauro ha inoltre argomentato: “Continuo a sperare che l’interesse di accedere alla rete, a tutto ciò che la rete offre di buono o meno buono, spinga nella direzione del riabituarsi, dell’abituarsi a leggere molto. Nei bambini questo sembra abbastanza evidente, ma non abbiamo al momento indagini che ci permettano di affermare con sicurezza che questa mia opinione è giusta. Credo che la rete spinga nella direzione di poter capire un testo scritto, spinga nella direzione della promozione della lettura”.

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