Nella piccola biblioteca di Minden, nel Nevada, i topi prendono d’assalto i libri. Per risolvere il problema la bibliotecaria Jan Louch propone di far entrare nel team dei collegi molto speciali...

Cosa ci fa un gatto in biblioteca? Nel libro Baker & Taylor, pubblicato da Tre60 e tratto da una storia vera, i gatti sono addirittura due. Nella piccola biblioteca di Minden, nel Nevada, i topi prendono d’assalto i libri. Per risolvere il problema la bibliotecaria Jan Louch propone di far entrare nel team un collega molto speciale: un gatto, per dare la caccia ai topi.

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Dopo il “lavoro”, lo zelante gattone ama sonnecchiare in una scatola della Baker & Taylor, azienda americana leader nella distribuzione di libri, e Jan decide di chiamarlo Baker. Ma da solo il micio non può stare, così, dopo due mesi, Jan decide di dargli un compagno: Taylor.

Amati dai bibliotecari e coccolati da tutti i frequentatori della biblioteca, i mici diventano vere e proprie star quando la Baker & Taylor li proclama testimonial ufficiali dell’azienda. Le loro foto appaiono ovunque: su poster, magliette, borse, segnalibri. Centinaia di visitatori giungono da ogni parte degli Stati Uniti per accarezzare le due celebrità a quattro zampe.


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Jan Louch ci racconta le avventure di Baker e Taylor, i due simpatici gatti bibliotecari che hanno lasciato le loro impronte nei cuori di tutti gli abitanti di Minden, e non solo.

Dopo aver svolto numerosi lavori in diverse città, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, Jan Louch ha lavorato per diciotto anni come bibliotecaria nella città di Minden, nel Nevada, dove vive tuttora.

Lisa Rogak è giornalista freelance e scrittrice a tempo pieno da oltre trent’anni, nonché autrice di numerosi best seller tradotti in 12 Paesi. Nutre un amore profondo per tutti gli animali.

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo un breve estratto tratto dal libro:

La nuova biblioteca della Contea di Douglas aveva inaugurato da poche settimane quando io e Yvonne facemmo una pausa e ci dirigemmo in sala riunioni, che si affacciava su un patio.
Con la coda dell’occhio colsi un movimento nell’erba. Il vento che soffia dalla Sierra è talvolta tanto violento e incessante che gli alberi lungo la U.S. 395 – la strada principale che attraversa la città – crescono inclinati, nella direzione opposta alla catena montuosa. Ma quel giorno non c’era vento.
Vedemmo una macchia grigia spostarsi fulminea sul patio. Un topo. Poi un altro. La biblioteca era stata costruita su un campo di alfalfa, e dove c’è alfalfa ci sono topi. Tanti topi.
Guardai Yvonne. «Hanno pessime intenzioni, direi.» Tacqui un istante. «Pensi quello che penso io? »
«Sicuramente. »
«Abbiamo l’obbligo di proteggere l’investimento dei contribuenti » dichiarò.
Sapete, i libri sono rilegati con la colla, che è irresistibile per i roditori come l’erba gatta lo è per i gatti. Nella vecchia biblioteca una volta avevo trovato una spugna con appiccicate due carcasse di topi mummificate. Non avevo gridato, ma l’avevo rimessa con calma sul piattino del sapone e me n’ero occupata in seguito.
Una biblioteca più grande significava più libri e più colla, e quindi più topi.
«Un gatto» esclamai.
«Anche due» ribatté Yvonne mentre ci passava davanti un altro topo.
Annuii. «Un gatto si sentirebbe solo di notte, quando la biblioteca è chiusa. »
«Due gatti potrebbero farsi compagnia» convenne Yvonne.
«Due è meglio» conclusi. Dopotutto, ci saranno molti libri nuovi. »
«E li dobbiamo proteggere.»
Fissammo l’erba che si muoveva – guardando meglio, scoprimmo che era proprio una specie di autostrada per topi – e iniziammo a sviluppare l’idea che avrebbe cambiato la vita di entrambe. (…)
Una volta presa la decisione, Yvonne e io cominciammo a pensare a dei nomi appropriati per un paio di gatti da biblioteca. Prendemmo in considerazione Dewey e Decimal, ma sapevamo già di altri gatti che erano stati chiamati così. Un’altra idea, di breve durata, fu Volume I e Volume II, ma per fortuna nessuna delle due la prese sul serio.
«E Pagina?» propose Yvonne.
Scossi il capo. «Il secondo gatto dovrebbe chiamarsi Volta o Copertina. Anzi, già che ci siamo possiamo
eliminare anche Rilegato e Tascabile. »
Lanciammo altre idee, ma nessuna ci convinse. Continuai a riflettere mentre aprivo gli scatoloni dei libri arrivati quel mattino. Ero al primo cartone quando ebbi un’idea geniale. Baker & Taylor – il nome del distributore di libri che ci riforniva – era scritto su ogni lato della scatola.
Avevo svuotato non so quanti scatoloni Baker & Taylor prima di catalogare e disporre sugli scaffali i volumi.
Provai a ripetermeli mentalmente. Baker, è ora di cena! Taylor! Ti ho comprato un topolino di erba gatta! Rivelai la mia idea a Yvonne, che approvò.
Era deciso: si sarebbero chiamati Baker e Taylor.

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