Continua a far discutere la lettera firmata da oltre 600 docenti, che hanno scritto al governo chiedendo "interventi urgenti" per rimediare alle carenze dei loro studenti, che "scrivono male in italiano". Per il linguista Antonelli, "per mostrarsi vitale (in ogni senso) la grammatica deve accettare la sfida con la lingua in cui viviamo"

“(…) La questione più urgente riguarda la scarsa capacità di organizzare, o anche solo decodificare, adeguatamente un testo. Ovvero di argomentare il proprio pensiero e di interpretare — comprendendone il senso e lo scopo — quello degli altri. Vale a dire quegli aspetti che fanno della grammatica un elemento determinante non solo per la comunicazione e la socializzazione, ma anche per una cittadinanza consapevole. Ecco perché diventa sempre più importante insegnare la grammatica finalizzandola alla produzione di testi”.

Giuseppe Antonelli, linguista e conduttore de La lingua batte su Radio3, interviene sul Corriere della Sera nel dibattito seguito alla lettera firmata da oltre 600 docenti che hanno scritto al governo chiedendo “interventi urgenti” per rimediare alle carenze dei loro studenti, che “scrivono male in italiano”.


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Per Antonelli, che invita a non “demonizzare la tecnologia” e ricorda che del problema si parlava già nel 1991, per mostrarsi vitale (in ogni senso) la grammatica deve accettare la sfida con la lingua in cui viviamo.


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