"Siamo una start up, con le spalle coperte da un grande gruppo che vuole crescere velocemente, sia in maniera organica sia attraverso acquisizioni di grandi autori e anche di case editrici, puntando a diventare un player rilevante nel corso dei prossimi 5 anni". ilLibraio.it ha parlato con Laura Donnini, Direttore generale e Publisher di HarperCollins Italia S.p.A., dei progetti di sviluppo della casa editrice. E anche dell'acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori: "Avrei preferito che Rcs Libri non fosse venduta, immaginando che Urbano Cairo avrebbe sicuramente investito per la crescita del settore libri... Mi spiace molto vedere scendere le quote di mercato di Rizzoli e di Bompiani..."

Laura Donnini, dall’1 febbraio scorso Direttore generale e Publisher di HarperCollins Italia S.p.A., come ha raccontato durante l’incontro che l’ha vista protagonista a Tempo di libri con Gianluca Pulvirenti (Amministratore delegato di De Agostini), negli ultimi anni l’editoria italiana ha assistito all’ingresso nel mercato di importanti gruppi stranieri: da HarperCollins a Planeta con De Agostini: quali potenzialità vedono nel nostro mercato, che forse noi non vediamo?
“Negli ultimi anni abbiamo assistito sia a livello locale sia internazionale a una progressiva concentrazione di editori e in questo contesto HarperCollins Publishers, gruppo internazionale con 200 anni di storia e un grande patrimonio di autori, ha avviato un percorso di espansione territoriale attraverso la presenza diretta in ben 18 Paesi per rafforzare la propria posizione competitiva e offrire ai propri autori una piattaforma di pubblicazione su scala internazionale. Nessun altro editore al mondo è oggi in grado di sviluppare il brand dei propri autori in modo coerente e sostenibile, condividendo esperienze e successi tra i diversi paesi per massimizzare l’efficacia delle varie iniziative e amplificando così il valore di ogni opera. HarperCollins Italia è parte di questo network”.

Con quali obiettivi?
“Attraverso l’acquisizione diretta di conoscenze e progetti realizzati dalla casa madre o dalle consociate la divisione italiana potrà sicuramente dare un contributo fattivo alla strategia di crescita di HarperCollins Publishers e portare dinamicità e idee nuove sul mercato italiano”.

La divisione italiana di HarperCollins, nata nell’ottobre 2015, può contare su un brand come Harmony (nelle edicole e in digitale), oltre che sulla novità HarperCollins: come state lavorando per aumentare la vostra presenza nelle librerie e per far crescere il dialogo con i librai?
“La casa editrice è leader nel segmento ‘romance’ tradizionale, venduto sia in edicola sia per abbonamento sia in digitale, forte di una squadra consolidata, che da molti anni ha messo a punto un modello di business profittevole. Lo sviluppo di un programma editoriale destinato al canale librerie richiede invece professionalità diverse che, a partire dall’editoriale, sino al commerciale, siano in grado di sviluppare una proposta all’altezza delle aspettative di un pubblico colto e preparato. Per questo stiamo lavorando per costruire l’immagine e l’anima della casa editrice attraverso la scelta e la cura dei nostri autori, un’immaginate grafica raffinata ma pop, un dialogo con i librai, che sempre più svolgono un ruolo centrale nella diffusione della cultura”.

Quali sono gli obiettivi di mercato che le hanno dato da HarperCollins?
“L’obiettivo principale è la costruzione di una casa editrice Trade per il canale libreria con autori di qualità, sia italiani sia stranieri, capaci di incontrare il gusto del pubblico italiano in ogni ambito, dalla narrativa, alla saggistica, alla varia e anche ai ragazzi, proponendo sia autori acquisiti a livello globale dalla casa madre sia autori acquisiti localmente. HarperCollins Publishers, attraverso tutte le sue divisioni, rappresenta un bacino di contenuti da acquisire e pubblicare, ma non è sufficiente per creare un progetto ambizioso come il nostro”.

Si spieghi meglio.
“Siamo una start up, con le spalle coperte da un grande gruppo che vuole crescere velocemente e in modo significativo, sia in maniera organica sia attraverso acquisizioni di grandi autori e anche di case editrici, puntando a diventare un player rilevante nel corso dei prossimi 5 anni. Qualità, varietà editoriale, innovazione digitale e una comunicazione efficace sia sui media tradizionali sia sui social rappresentano le linee guida per il nostro lavoro”.

Continuerete a essere presenti nelle edicole, che vivono anni di difficoltà?
“Lavoreremo per contenere il calo del business tradizionale Harmony in edicola, che comunque continua ancora oggi a vendere un numero impressionante di copie, oltre 6 milioni, in formato cartaceo e digitale”.

Quali sono i libri su cui puntate quest’anno?
“Abbiamo in programma in totale una cinquantina di libri, prevalentemente di narrativa, sia straniera sia italiana, a cui affiancheremo alcuni titoli di varia e di saggistica, rivolta principalmente a un target femminile dinamico e consapevole. Tra gli autori stranieri HarperCollins cito due pilastri a livello mondiale, che pensiamo possano avere un discreto sviluppo anche da noi: Daniel Silva e Karin Slaughter. E poi un debutto, a luglio, di cui siamo molto orgogliosi: Benjamin Ludwig con A bocca chiusa non si vedono i pensieri. A fine agosto presentiamo il nuovo romanzo di Matteo Ferrario, Dammi tutto il tuo male, che apre la stagione degli autori italiani, seguito da Sara Gazzini e Agnes Mantovani, per continuare poi con Giuseppe Di Piazza e altri nomi che non posso rivelare. A fine agosto sarà anche la volta di WE, il manifesto femminista per tutte le donne del mondo di Gillian Anderson e Jennifer Nadel, che inaugurerà la collana di saggi su temi rilevanti per un pubblico prevalentemente femminile, con titoli legati al benessere fisico e spirituale e testimonianze di donne, giornaliste e scienziate. E poi continueremo a pubblicare libri legati a grandi film, sulla scia di Animali fantastici, Sully e Il diritto di contare, forti delle connessioni della casa madre con le major cinematografiche, a partire da Fox.  Insomma, un programma selezionato, che punta alla riconoscibilità,  grazie alla nuova linea grafica che abbiamo da poco sviluppato insieme a Francesca Leoneschi, art director con una profonda conoscenza delle tendenze e dell’immagine”.

La squadra di HarperCollins Italia (che ha una nuova sede, sopra il cinema Colosseo, in Viale Monte Nero) è al completo, o continuerà ad allargarsi?
“La squadra continuerà ad allargarsi con professionisti del settore che porteranno esperienza, competenze e network nei vari ambiti, perché una sfida così ambiziosa potrà essere vinta solo con un team di persone entusiaste, preparate, dinamiche e affamate di successo, capaci di prendere l’iniziativa e superare le difficoltà del mercato senza la rete offerta dalle case editrici consolidate. Personalmente mi diverte molto l’idea di avere davanti un foglio bianco, o quasi, e disegnare la casa editrice che ho sempre sognato, libera da condizionamenti politici o di sistema, ma con la sicurezza finanziaria e la mentalità aperta al mondo offerta da un grande gruppo internazionale. Spero di riuscire a convincere con la mia passione e la mia esperienza i migliori talenti del mondo editoriale, siano essi autori o collaboratori e riuscire a completare il mio disegno in un tempo relativamente breve”.

A proposito di nuovi sviluppi, HarperCollins Italia si aprirà anche all’editoria per ragazzi?
“HarperCollins Italia pubblica già con successo alcune autrici YA, penso a Jennifer Armentrout o a Jay Crownover, ha pubblicato il movie tie-in di Animali Fantastici in contemporanea mondiale il Natale scorso e sicuramente entrerà in modo significativo nel mercato ragazzi, seguendo le orme della casa madre che ha una divisione Bambini molto importante, anzi consiglio di andare a curiosare la community Epic Reads per comprendere la capacità di innovazione in questo settore. Non cominceremo però in modo strutturato prima del 2019, perché la priorità per adesso è costruire le basi di un solido programma Adulti, mettere a punto l’organizzazione e avviare una revisione dei processi interni all’insegna della qualità e della cura degli autori”.

Quanto conta il digitale per i vostri marchi?
“L’area digitale è molto importante per noi perché la produzione Romance a marchio Harmony ed eLit (digital only) in ebook è quella maggiormente acquistata dal pubblico delle lettrici su Kindle e sugli altri negozi online, arrivando a pesare oltre il 20% del nostro fatturato totale, con una crescita di oltre il 20% lo scorso anno”

Lei nel 2001 ha iniziato a occuparsi di libri (dopo 13 anni di incarichi in aziende del largo consumo) proprio in Harlequin, allora nel gruppo Mondadori Libri. Nel 2008 la nomina ad Amministratore delegato di Piemme, e nel 2011 quella a Direttore generale di Mondadori Libri, per poi passare nel 2013 all’ormai ex gruppo Rcs Libri. Ha qualche rimpianto per come si è chiusa l’operazione che ha visto, non senza polemiche, Mondadori acquisire Rcs Libri?
“Devo essere sincera, avrei preferito che Rcs Libri non fosse venduta, immaginando che Urbano Cairo avrebbe sicuramente investito per la crescita del settore libri, come da lui più volte dichiarato nei mesi scorsi. Mi spiace molto vedere le quote di mercato di Rizzoli e di Bompiani scendere e spero davvero per loro che le cose possano assestarsi, nel rispetto del duro lavoro di tanti autori e tanti professionisti. Sono sempre stata serena e ora posso affrontare questa sfida con la consueta umiltà e passione che mi contraddistinguono, senza rimpianti e guardando avanti”.

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