L'Associazione Italiana Biblioteche e l'Associazione Italiana Editori criticano il programma del neo sindaco di Verona, in cui si parla di "ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso..." - Il caso

Era il giugno di due anni fa quando a far discutere fu il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che annunciò il ritiro dei volumi sull’omogenitorialità dalle scuole comunali frequentate dai bambini fino ai sei anni, suscitando molte polemiche.

Due anni dopo, la polemica è destinata a ripetersi. Da Venezia ci si sposta a Verona. Un comunicato dell’Associazione Italiana Biblioteche fa notare che nel programma del nuovo sindaco Federico Sboarina si parla di biblioteche in relazione al “contrasto alla diffusione delle teorie del gender nelle scuole” e all’impegno “a respingere ogni iniziativa (delibere, mozioni, ordini del giorno, raccolta firme, gay pride, ecc.) in contrasto con i valori della vita, della famiglia naturale o del primario diritto dei genitori di educare i figli secondo i propri principi morali e religiosi”. Nel programma si parla anche di “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso…”.

Nel comunicato, firmato da Rosa Maiello, presidente nazionale AIB, si richiama “il Manifesto IFLA/UNESCO sulle biblioteche pubbliche, che hanno tra l’altro il compito di ‘incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale’“. Quanto alle biblioteche e ai bibliotecari, “l’AIB è pronta ad assicurare pieno sostegno ai colleghi cui fosse imposto il ritiro per ragioni ideologiche di libri presenti nelle raccolte delle loro biblioteche e li invita ad opporsi a misure contrastanti con la Costituzione e con le leggi sui diritti civili”.

Interviene anche il neo presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi, in sostegno di dell’Associazione Italiana Biblioteche: “Le parole ‘ritiro dei libri dalle biblioteche’, dalle scuole e persino dai nidi d’infanzia non sono mai accettabili per nessuna ragione”. E ancora: “Qualunque sia l’opinione, la visione o l’informazione contenuta in quei libri, la mia e la nostra valutazione non cambierebbe. Sento l’urgenza di portare la solidarietà e la vicinanza degli editori italiani e mia personale a tutti i bibliotecari del nostro paese. La libertà di espressione e di edizione così come la libertà nelle scelte culturali che presiedono alla formazione di una collezione in biblioteca, e la libertà di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado sono valori fondativi per chiunque lavori in ambito culturale ed educativo che vanno difesi in ogni occasione e prima di tutto nelle nostre società democratiche, perché non possiamo darli acquisiti per sempre”.

Prosegue Levi: “Mi auguro che il sindaco di Verona riveda il suo programma. Invece del ritiro dei libri, potrà impegnarsi a fornire le risorse per arricchire le collezioni delle biblioteche, comprese quelle scolastiche. E per la scelta dei libri si fiderà della professionalità, sensibilità pluralista, competenza e passione dei bibliotecari e degli insegnanti veronesi. A chi reagisce di fronte a libri che giudica sbagliati pensando di ritirarli, nasconderli o bruciarli sarà nostra responsabilità spiegare come sia più utile, e anche più gratificante, leggerli, e anche scriverli, pubblicarli, distribuirli, venderli, sceglierli, prestarli, conservarli”.

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