Torna su ilLibraio.it la rubrica #LettureIndimenticabili - Sandrone Dazieri, in libreria con il nuovo thriller, "L'angelo", racconta come, quando aveva 26 anni, la lettura di "Misery" di Stephen King (da cui è stato tratto il film "Misery non deve morire") gli ha cambiato la vita

Nel 1990 avevo ventisei anni ed ero nel punto più basso della mia carriera. Facevo il cuoco per poche lire in un ristorante dove i cani del padrone defecavano in cucina e vivevo in una casa occupata senza riscaldamento. Mi ero preso un principio di polmonite, e nella noia dello stare a letto chiesi ad amici e vicini di portarmi da leggere, raccogliendo una busta di edizioni economiche ciancicate, Dylan Dog e vecchi Gialli Mondadori.

Nel mucchio spuntò anche un romanzo che portava in copertina una vecchia macchina da scrivere e il nome di un autore cui non mi ero mai accostato: Stephen King. Amavo l’horror in tutte le sue forme, ma di King mi ero formato l’idea che fosse un bacchettone e l’avevo evitato. Colpa mia, che vivevo ancora la fase ideologica spinta. Il romanzo era Misery non deve morire e mi cambiò davvero la vita.

Stephen King

La storia è quella di Paul Sheldon, uno scrittore che a causa di un incidente d’auto finisce prigioniero di un’infermiera innamorata dei suoi romanzi, la sua Fan numero uno come ama definirsi. Quando Annie, questo il nome della rapitrice, scopre che Sheldon ha “ucciso” l’eroina Misery nel suo ultimo romanzo, lo costringe a distruggerlo e scriverne un altro con Misery viva.

Sheldon, sofferente per le ferite dell’incidente e per le torture orribili che Annie gli infligge – gli taglia un piede e cauterizza la ferita tra le altre cose – è obbligato così a dare il meglio di sé. Perché Annie non si accontenta, perché Annie vuole il grande romanzo.

Seguiamo perciò una duplice storia. Quella di Sheldon che cerca di sopravvivere sempre più stordito dagli oppiacei, e quella del romanzo che sta componendo, con le lettere della vecchia macchina per scrivere che si consumano un po’ alla volta.

Il finale, per quanto noto, non lo rivelo, ma quel romanzo che lessi in una notte febbrile mi parlò di qualcosa che avevo nella pancia, ma al quale non sapevo ancora dare un nome o una forma. La creatività come una dea capricciosa capace di elargire sofferenza e sollievo, l’urgenza di scrivere e l’incapacità di farlo, l’insoddisfazione, la dipendenza dai propri mondi immaginari… insomma, entrai nella mente di uno scrittore e trovai qualcosa che faceva risuonare le mie stesse corde.

A quel tempo buttavo giù articoli per giornali underground e bollettini politici, ma non mi ero mai arrischiato ad avvicinarmi a un progetto creativo vero, non dalle umiliazioni delle superiori quantomeno. Leggendo Misery, fui come un alcolizzato che vede un altro bere e capisce che è quello di cui ha bisogno. Caddi letteralmente dentro il mondo delle parole. Cambiai lavoro e divenni un correttore di bozze, sperando di imparare correggendo gli errori degli altri e otto anni dopo pubblicai.

Fu un periodo complicato, pieno di delusioni e tentativi a vuoto, ma quanto meno smisi da subito di pulire merda di cane.

LA RUBRICALetture impossibili da dimenticare, rivelatrici, appassionanti. Libri che giocano un ruolo importante nelle nostre vite, letti durante l’adolescenza, o da adulti. Romanzi, saggi, raccolte di poesie, classici, anche testi poco conosciuti, in cui ci si è imbattuti a un certo punto dell’esistenza, magari per caso. Letture che, perché no, ci hanno fatto scoprire un’autrice o un autore, di ieri o di oggi.
Ispirandoci a una rubrica estiva del Guardian, A book that changed me, rifacendosi anche al volume curato da Romano Montroni per Longanesi, I libri che ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori, abbiamo pensato di proporre a scrittori, saggisti, editori, editor, traduttori, librai, bibliotecari, critici letterari, ma anche a personaggi della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte, dell’economia, della scuola, di raccontare un libro a cui sono particolarmente legati. Un’occasione per condividere con altri lettori un momento speciale.

sandrone dazieri

L’AUTORE E IL SUO NUOVO ROMANZO – Quando il treno ad alta velocità Milano-Roma entra alla stazione Termini la polizia ferroviaria ha una terribile sorpresa: i passeggeri della carrozza Top, il vagone più esclusivo e costoso, sono tutti morti. E la prima a entrare nella carrozza del massacro è Colomba Caselli, vicequestore dai muscoli d’acciaio e l’anima fragile. I primi indizi portano decisamente verso il terrorismo islamico, arriva anche un video in cui due uomini rivendicano l’attentato in nome dell’Isis. Ma Colomba capisce che qualcosa non va. E si rende conto che l’unica cosa che può fare è chiedere l’aiuto della sola persona che riesce a vedere attraverso la nebbia di bugie e depistaggi: Dante Torre, con cui non parla da mesi…

L'angelo
Sandrone Dazieri torna in libreria per Mondadori con un nuovo thriller, L’angelo, in cui lettori di Uccidi il Padre, un successo anche all’estero, ritrovano Dante e Colomba…

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