Avete mai pensato che cosa significa essere uno studente che ama i libri e la lettura? Occhi stanchi, gite in biblioteca e in libreria, budget ridotti che non bastano per acquistare tutti i volumi che si vorrebbe...

Avete mai pensato che cosa significa essere uno studente che ama i libri e la letturaBookriot ci ha pensato e ha raccontato dieci delle peculiarità che definiscono e rendono unici gli studenti che, fuori dalle mura scolastiche, sono anche grandi lettori.

Per prima cosa gli studenti lettori hanno gli occhi rossi: alla sera, per concludere una giornata di studio e di lezioni, si immergono in un libro, non importa quanto siano stanchi e affaticati. D’altronde un lettore non è mai troppo stanco per un libro!

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Quando riceve la lista dei testi da acquistare, lo studente che ama i libri va in brodo di giuggiole: niente lo rende più felice che andare in libreria a comprare nuovi volumi.

L’idea di prendere i libri in biblioteca o acquistare delle dispense intristisce lo studente che ama i libri, anche se in realtà si tratta di un bel risparmio. Una saggia via di mezzo, però, sono i libri usati.

A lezione non riesce proprio a capire quei compagni di corso che non leggono i libri assegnati, in particolare se frequentano facoltà umanistiche. Lo studente che ama i libri legge di tutto.

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E poi si premura di segnare nella sua lista delle letture su Anobii o Goodreads anche tutti i libri di testo e le letture assegnate: dopotutto anche quelli sono titoli che ha letto, no?

Gli audiolibri diventano un alleato dello studente che ama i libri: permettono di ascoltare storie anche nei momenti liberi dallo studio e nei tempi morti, soprattutto sui mezzi pubblici e in auto.

Lo studente che ama i libri si prende cura dei propri volumi e non sempre approva il modo in cui i suoi compagni di corso trattano i propri testi.

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Il budget dello studente non sempre permette di acquistare in libreria tutto quello che si vorrebbe. Ecco che a questo punto si iniziamo ad apprezzare di più le biblioteche.

A questo punto potrebbe capitare che i compagni di studio inizino a comprendere meglio il loro “collega”, e magari alcuni saranno pronti a rivelarsi anche loro grandi lettori!

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