Dalla Buchmesse, Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori, attacca : “Stiamo lavorando duro per arrivare al segno più nel mercato del libro. Ma lo stiamo facendo per lo più da soli. La lettura e il libro sono una priorità a parole: del resto quasi il 40% dei dirigenti italiani, politici e non, non legge - quasi 3 volte in più degli altri paesi - di cosa ci stupiamo?” - Tutti i dati dell'Aie-Nielsen (i segni meno si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015)

“L’editoria italiana intravede un miglioramento nel 2015 ma il segno è ancora meno. Stiamo lavorando duro per arrivare al segno più, attraverso investimenti, innovazione, cambiamenti nell’essere editore oggi. C’è però un problema di fondo: è arrivato il momento di smetterla con i proclami d’amore per il libro e la lettura che non si traducono in azioni serie ed efficaci. Vi sono sistemi semplici per definire cos’è una priorità: è dove si investe prima che altrove. E allora: 33milioni di euro è il budget del Centre national du livre francese, meno di 1milione quello del nostro Centro per il Libro. La verità è che la classe dirigente, politica ma non solo, non sa cosa è un libro perché non legge nemmeno un libro all’anno: è così per il 39,1% dei dirigenti e professionisti italiani (contro il 17% di francesi e spagnoli). Il segno più o meno del nostro mercato, al netto di ciò che possiamo fare noi come settore, è solo una conseguenza”. E’ netta la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori Federico Motta dalla Buchmesse – il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti editoriali che ha aperto le porte oggi, 14 ottobre, a Francoforte – durante la presentazione del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi AIE, a cui è intervenuto il Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni.

AIE

I primi otto mesi dell’anno fanno segnare per il mercato del libro un -1,9% di fatturato nei canali rivolti al lettore (librerie, librerie online e grande distribuzione) e un -4,6% a copie (dati Nielsen per AIE), con performance migliori rispetti all’inizio dell’anno.

“La mia presenza all’apertura della Buchmesse – ha sottolineato il Sottosegretario Borletti Buitoni – vuole essere una testimonianza di quanto siano sbagliate quelle credenze che, malgrado le attuali difficoltà del settore, ritengono il libro non un oggetto del futuro ma da consegnare al passato. Non si può avere sviluppo civico, prima ancora che culturale e sociale, senza il libro. Del resto, i numeri dell’attuale Buchmesse, e la rilevanza della partecipazione italiana a questa edizione, sono proprio un’indicazione in tal senso. Chi vorrebbe consegnarlo al passato pensa solo al suo supporto materiale.Non considerando che esso potrà cambiare con il mutare delle tecnologie, senza con ciò esaurire la insostituibile funzione del libro nella civiltà moderna”.

Il mercato 2014- I dati che emergono dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi dell’AIE, mostrano che quello a cavallo tra il 2014 e il 2015 è ancora un anno di Grande Trasformazione per il mercato del libro.

AIE

Si intravvede nel 2014 qualche segno più: cresce il segmento dell’editoria per ragazzi sia per i titoli prodotti (+5,9%) che per la quota di mercato (+5,7%) e cresce anche il mercato dell’ebook, sia per fatturato (che raggiunge quota 40,5milioni di euro) che per numero di titoli prodotti (+26,7%).

Si mantiene positivo il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: la vendita di diritti di autori italiani all’estero registra un +6,8% nel numero di titoli trattati e l’export di libri italiani all’estero segna un fatturato di 40milioni di euro (+2,6% sul 2013).

Tutto questo in uno scenario punteggiato ancora di segni meno: il bacino dei lettori nel 2014 si restringe di 848mila (-3,4%), si ridimensiona il mercato (-3,6%), si conferma l’andamento negativo nel numero di titoli pubblicati (-3,5%) e nella diminuzione delle copie vendute di «carta» (-6,4%). Scende a quota 2,6miliardi di euro il fatturato del mercato del libro nel 2014, una flessione del -3,6% sull’anno precedente. Sono 97,5milioni di euro di minori ricavi.

E il 2015- I segni meno permangono ma si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015, periodo in cui il mercato ha registrato un -1,9% di fatturato nei canali trade e – 4,6% per le copie vendute (dati Nielsen per AIE).

Dal punto di vista dei titoli pubblicati si passa dai 25.521 dei primi sei mesi del 2013 (novità e nuove edizioni) ai 30.961 pubblicati tra gennaio e giugno di quest’anno. Il cambiamento produttivo più evidente avviene però con la crescita dei titoli in formato ebook, stimolato anche dalla nuova Iva al 4%. Una crescita del 50% tra il periodo gennaio-giugno 2013 e il corrispondente periodo di quest’anno (dai 13.403 del 2013 ai 26.908 del semestre 2015). L’incidenza che l’ebook ha sulla produzione di carta ha raggiunto ormai la soglia dell’86,9% (era del 28,8% solo quattro anni fa).

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