La storia di Pauline, Petrova e Posy, tre bambine molto diverse, orfane adottate da un misterioso benefattore, è un inno alla speranza e alla resilienza: “Scarpette da ballo” di Noel Streatfeild (nella foto) parla di sogni, ma anche di responsabilità, di disciplina e di coraggio (ed è perfetto da leggere a Natale)
Ci sono romanzi che, come le luci di Natale, tornano ogni anno a risplendere con la stessa intensità, capaci di evocare emozioni che non conoscono stagioni. Scarpette da ballo di Noel Streatfeild (Blackie, traduzione di Angela Ricci) è uno di questi: attraversa le generazioni e, nel periodo delle feste, sembra assumere un’aura ancora più magica, come se le sue pagine fossero decorate da fili d’oro e carte che racchiudono splendide sorprese.

La storia di Pauline, Petrova e Posy è un inno alla speranza e alla resilienza: tre bambine diverse per carattere e inclinazioni, unite da un destino comune e da un sogno che prende forma tra le mura di una scuola di danza e recitazione.
Pauline, con il suo talento naturale per la recitazione; Petrova, più razionale e con lo sguardo rivolto al cielo e ai motori; Posy, nata per danzare, leggera come una fiaba. Ognuna di loro incarna un frammento di desiderio, un modo unico di interpretare la vita e di inseguire la propria vocazione.
Il fascino del romanzo sta proprio in questa coralità: non c’è un’unica protagonista, ma un intreccio di voci e sogni che si sostengono e si contrastano, come accade nelle famiglie vere. È un racconto di crescita, di sacrificio e di passione, che ci ricorda quanto sia importante coltivare il proprio talento, anche quando la strada sembra impervia.
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Le favole non hanno il senso del Tempo ma, in questo particolare periodo dell’anno, Scarpette da ballo diventa un compagno ideale. Le atmosfere di Londra, i teatri, le prove di danza e le attese dietro le quinte si fondono con il calore delle feste, con il senso di comunità e di appartenenza che il Natale porta con sé. È un libro che parla di sogni, ma anche di responsabilità, di disciplina e di coraggio: valori che risuonano forti proprio quando ci ritroviamo a fare bilanci e a immaginare nuovi inizi.
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I temi principali – la ricerca della propria identità, il valore della famiglia, la forza dei sogni – si intrecciano con naturalezza, rendendo il romanzo un classico che non invecchia. È una storia che parla ai bambini, ma che continua a incantare gli adulti, perché ci ricorda che la magia non è mai perduta: basta avere il coraggio di indossare le proprie “scarpette da ballo” e salire sul palcoscenico della vita.
Rileggere questo libro durante le feste significa concedersi un momento di dolcezza e di riflessione. È come sedersi accanto al fuoco, con una tazza di cioccolata calda, e lasciarsi trasportare da una narrazione che profuma di sogni e di speranza.
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E proprio nelle parole delle protagoniste ritroviamo la forza di questa magia: Pauline che afferma “Io posso recitare, e lo farò”, Posy che esclama “Io sono nata per danzare”, e Petrova che confessa “Io non voglio il palcoscenico, voglio il cielo”. Tre voci diverse, tre sogni unici, che insieme ci ricordano che la vita è fatta di strade molteplici e di passioni da inseguire.
Questa lettura è un rito, che illumina il cammino e che ci ricorda che i sogni, se nutriti con dedizione e amore, possono davvero trasformarsi in realtà.
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Fotografia header: Noel Streatfeild foto pubblicata per gentile concessione degli eredi