La casa editrice elèuthera dedica il proprio quarantennale al “fare comunità”, “a quel processo di creazione collettiva che sperimenta nel qui e ora e a tutte le latitudini nuove forme di socialità, nuovi immaginari, nuove materialità”. Perché, se un altro mondo è possibile, “saranno proprio le comunità a costruirlo”. Festa a Milano il 3 ottobre (e 2 mostre in arrivo) – I particolari
Quest’anno elèuthera compie quarant’anni: “Un lungo viaggio per il quale ci siamo messi in rotta nel lontano 1986 navigando a vista verso l’isola dell’utopia che (ancora) non c’è. E tuttavia questa dimensione utopica rischia di diventare una nobile menzogna, o al massimo una edificante fantasia, se non s’incarna in una pratica effettiva, ovvero in una pratica comunitaria che sia in grado di toccare tutte le sfere fondamentali del vivere sociale”, spiegano dalla casa editrice.
Per elèuthera, infatti, questa dimensione collettiva “non è solo importante: è strutturale. Senza la nostra comunità, e le comunità affini con cui abbiamo condiviso ampi tratti di questo viaggio, non saremmo qui“.
“Fare comunità”, per un mondo nuovo
Ed è appunto al “fare comunità” che la casa editrice dedica il proprio quarantennale, “a quel processo di creazione collettiva che sperimenta nel qui e ora e a tutte le latitudini nuove forme di socialità, nuovi immaginari, nuove materialità”. Insomma, se un altro mondo è possibile, “saranno proprio queste comunità a costruirlo proprio perché nate al di fuori del perimetro tracciato dalle istituzioni dominanti, dal loro immaginario e dal loro ethos sociale”.
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Elèuthera “è un progetto culturale libertario che tenta di dare un contesto originale e coerente alle tante riflessioni che, in modo non univoco, si propongono di cambiare la realtà a partire da una critica radicale del potere e del principio d’autorità. Una navigazione a vista verso l’isola dell’utopia che (ancora) non c’è”.
Ma attenzione, sottolineano sempre dalla casa editrice: “Non esiste la comunità perfetta, l’utopia perfetta, univoca e assoluta verso la quale mettersi in viaggio su una rotta già tracciata. La pluralità che contraddistingue la sperimentazione comunitaria nel tempo e nello spazio impone di seguire infinite rotte, e non tutte conducono in porti sicuri… Per questo abbiamo ritenuto essenziale condividere in questi quarant’anni di navigazione a vista gli abbozzi di mappe che si andavano delineando. E il nostro catalogo è appunto questo: il diario di bordo che ha registrato le mille e più rotte che attraverso correnti insidiose ci stanno conducendo verso l’isola che (ancora) non c’è“.
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La festa a Milano il 3 ottobre (e due mostre)
Per celebrare questo viaggio collettivo, elèuthera organizza un incontro conviviale lungo mezza giornata. L’appuntamento è per il 3 ottobre, dalle ore 15 alle 22, a Milano, presso Scomodo, in via Jean Jaurès n. 22. Spazio a incontri, reading, musica e convivialità. Perché “l’occasione giusta per ‘fare comunità’ e confrontarsi faccia a faccia, l’occasione per parlare di argomenti che toccano il nostro vivere quotidiano, ma anche per stare semplicemente insieme e godersi le chiacchiere, la musica e le risate”.
In occasione della festa, tra l’altro, verranno esposte due mostre realizzate rispettivamente da elèuthera e dell’Archivio G. Pinelli: A cerchiata, storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo e Faccia da anarchico.
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