E se l’unica cura possibile si trovasse a oltre 2600 anni di distanza? Per salvare la donna che ama, il guaritore di corte Mannu lascia la Ninive di Assurbanipal e attraversa il tempo fino alla Londra di oggi, dove incontra Kate Mayne, professoressa ed esperta di Assiriologia. Con “La porta dei destini”, lo scrittore bestseller Glenn Cooper firma un thriller storico dalle tinte fantastiche, una corsa per (ri)scrivere la Storia e fermare gli intrighi di palazzo…
Ninive (nell’attuale Iraq settentrionale), 640 a.C. Nella grande capitale assira, tra i palazzi del re Assurbanipal, Mannu-ki-Aššur è il guaritore di corte che, insieme al primo indovino e al primo esorcista, ha il compito di prendersi cura del sovrano e di chi lo circonda. Un impegno costante, che Mannu assolve con orgoglio e prestigio. Quando, però, Bel-ibni, la concubina preferita dal re e la donna che sente di amare sin da quando è ragazzo, si ammala gravemente, Mannu si trova per la prima volta senza una soluzione.
Per poterla salvare, e con lei l’erede al trono che porta in grembo, Mannu sceglie la strada proibita della magia nera. Una strada che lo porta nella Londra di oggi, a oltre 2600 anni di distanza, alla ricerca di una medicina che il suo mondo non può offrire.

Il romanzo è pubblicato da Nord e tradotto da Barbara Ronca
Un incontro segnato dal destino
Da questo presupposto comincia La porta dei destini di Glenn Cooper, un romanzo che mette in dialogo due epoche – sulla scia di quanto già fatto, con successo, dallo scrittore statunitense – ma anche due vite, intrecciate dal destino. Nel presente, infatti, Mannu incontra Kate Mayne, professoressa di Assiriologia e una delle pochissime persone (cinque o sei) capaci di parlare la sua lingua, ormai scomparsa e dimenticata, soprattutto nella forma orale.
Se per Mannu ciò che lo circonda sembra essere incomprensibile e frutto di uno scherzo degli dèi, per Kate quell’incontro impossibile significa osservare da vicino tutto ciò che ha studiato per anni, un’opportunità unica, inizialmente scambiata per un inganno (e per follia), che trasmette quanto possa essere intenso l’amore per una cultura e un tempo che non ci appartengono.
Per lei, si vedrà nel corso dei capitoli, assistere Mannu nella sua impresa significa ribaltare i pregiudizi della sua famiglia (che l’avrebbe voluta laureata in Legge o Medicina) e dare una svolta alla propria vita, a tratti triste.
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Tra Storia, complotti e tradimenti
Autore di bestseller come La biblioteca dei morti, L’ultimo conclave e La mappa del destino (giusto per citarne alcuni, tutti pubblicati da Nord e successivamente da Tea), Cooper ha abituato lettrici e lettori a intrecciare la ricostruzione storica con l’intrigo e l’indagine, e anche in questa novità non rinuncia alla sua cifra.
A Ninive, difatti, si muovono traditori pronti a tutto pur di ottenere il controllo del Regno, e le loro ombre arrivano fino a Londra, dove Mannu si troverà costretto a difendersi da chi vuole eliminarlo e, soprattutto, impedire che la cura per Bel venga trovata.
Sebbene l’azione principale si svolga nel tempo presente, anche dopo i primi capitoli “introduttivi” Cooper apre delle finestre sulla capitale dell’Impero assiro: un modo per capire ancora di più l’importanza degli eventi londinesi, gli intrecci e i segreti che animano il Palazzo Reale.
Il tempo scorre, la salvezza di più vite e un amore che sembra destinato a non compiersi mai aumentano la tensione pagina dopo pagina, tra dubbi e colpi di scena. E, nel frattempo, mostrano a chi legge una pagina di Storia lontana e avvincente.
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In sostanza, il cuore di La porta dei destini è un paradosso. Mannu e Kate corrono contro un esito che, in teoria, è già scritto e già accaduto, ma che i secoli hanno cancellato e reso sconosciuto agli studiosi moderni. Se infatti alcune tavolette d’argilla permettono alla professoressa Mayne di conoscere Mannu, frammenti della sua vita e della sua cultura, molto altro le resta oscuro. È difficile non intravedere nella curiosità e nei pensieri della protagonista qualcosa dello stesso autore, laureato in Archeologia ad Harvard (e non a caso, il protagonista del romanzo precedente, Le chiavi del cosmo, è proprio un archeologo).
Il risultato della ricerca dei due personaggi chiave è un thriller dalle tinte storiche e fantastiche, che alterna pagine di suspense ad altre più romantiche, complici anche alcuni personaggi secondari, mai semplici espedienti narrativi ma tasselli di una trama più complessa che via via si compie. L’insieme restituisce alla lettura un’umanità che, sebbene si sia evoluta e sia cambiata, mantiene in sé alcuni elementi costanti, al di là del tempo e dello spazio. L’amore, la paura di perdere qualcuno, la fedeltà ma anche la sete di potere…
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Fotografia header: Glenn Cooper (credit Giliola Chisté)