Come ogni venerdì, Silvia Zucca ci racconta storie in cui l'amore e l'astrologia s'intrecciano. Lei è l’autrice di "Guida astrologica per cuori infranti", in uscita l’8 giugno, uno dei romanzi più attesi dell’anno, amato dai librai che l’hanno letto in anteprima e in corso di traduzione in tutto il mondo, Stati Uniti compresi...

Credo che almeno una volta nella vita ogni donna dovrebbe provare a uscire con uno del Toro.
Così, giusto per rendersi conto che il vecchio detto «meglio sole che male accompagnate» ha una certa validità.
Se lo dico è con cognizione, credetemi. Io col Toro ci sono uscita. E sono sopravvissuta per raccontarlo.
Mi sono fatta abbindolare dal suo fascino, o meglio, diciamo che mi sono lasciata stordire dal profluvio di parole che gli uscivano dalla bocca. Vi assicuro che se Quasimodo fosse stato del Toro e ci avesse provato con voi, ci sareste uscite convinte di avere un appuntamento con Brad Pitt.
Il Toro è totalmente sicuro di incarnare per voi il George Clooney della porta accanto, così come di essere più intelligente di un premio Nobel, di cucinare meglio di Cracco, di essere l’erede di Schumacher al volante, e di ballare che Nureyev se lo sognava. Eccetera eccetera eccetera.
Se ne avesse voglia (e provasse a combattere la sua proverbiale pigrizia) sarebbe persino in grado di farvi cambiare la marca del dentifricio, perché voi non lo sapete, ma la formula originale della Pasta del Capitano l’aveva inventata lui e gli è stata sottratta con l’inganno.
Lui, insomma, è il meglio. Ne è convinto al 200%. E cercherà di convincere anche voi.
Non cascateci.
Come diceva Mina: parole, parole, parole, soltanto parole…
Da bambino, agli orali doveva fare faville. Quanto agli scritti, o meglio ancora nella pratica… be’, è lì che casca l’asino.
La sera che siamo usciti, il mio Toro e io, ha reso ben chiaro che, avendone le competenze, non solo avrebbe scelto lui il ristorante, ma anche il vino (perché lì hanno un Lambrusco eccezionale, di un viticoltore che conosco, non vorrai mica ordinare un vino banale come il Barolo?) e le portate (qual momento migliore per provare il riso coi piselli?)
Prima del ristorante, però, era di vitale importanza che portassimo la mia macchina al suo autolavaggio di fiducia (Non puoi mica andare in giro con l’auto così sporca. Ti porto io in un posto più unico che raro, dove da quando gli ho fatto conoscere certi detersivi neozelandesi non usano altro!).
Ovviamente per farmi questo favore dovevo andare a prenderlo alle sei e mezzo al lavoro. Quindi, esborsati 50 euro sulla fiducia ai neozelandesi senza passamontagna, avrei avuto l’onore di guidare da Milano fino in Brianza alla bettola… ehm, al ristorante, cui lui (e soltanto lui!) avrebbe dato almeno cinque stellette Michelin.
Tralascio i particolari (lui invece non l’ha fatto, commentando ogni piatto neanche fossimo davanti alla Gioconda) ma, quando cercavo di intervenire nella conversazione, magari per dirgli che anch’io conosco dei ristoranti (pure più vicini a casa!) dove non si mangia affatto male, mi sono meritata quelle occhiatacce che i bambini riservano all’antipatico di turno che cerca di dare un calcio ai loro castelli di sabbia.
Nel suo mondo ideale, le donne sarebbero delle specie di bambolotti dotati di cordicella sulla schiena, che il Toro prontamente tirerebbe per far pronunciare una di queste tre frasi: «Hai ragione tu.» / «Sei il migliore.» / «Sono proprio una ragazza fortunata.»
Se una lancia si può spezzare per il Toro (o sulla testa del Toro…) va detto che è una buona forchetta, uno di quei commensali che ti mettono allegria e non ti fanno sentire la cicciona di turno se ordini le patatine fritte invece che l’insalata per contorno. Puoi ordinare ciò che vuoi e ti sentirai sempre al limite dell’anoressia, con lui che fagociterà almeno il triplo di quello che mangi tu.
Peccato sia anche tirchio e che di conseguenza, al momento del conto, mi propini tutta una tirata sul rispetto della donna e la parità dei sessi, che quasi quasi sono anche contenta che mi lasci pagare.
Nel tornare indietro, sbagliamo più volte strada ma la colpa, nell’ordine, è: della mia macchina (anche se la guida lui, visto che è il figlio segreto di Ayrton Senna) che non essendo dotata degli ultimi ritrovati della tecnologia come il navigatore interspaziale (che invece la sua ha) gli tende subdoli tranelli; della segnaletica stradale (perché se adottassero il sistema giapponese, che lui ha testato, sarebbe tutto più semplice); e infine mia (ovviamente) che lo distraggo continuamente con le (sue) chiacchiere.
Se tutto questo non fosse bastato a farvi intendere che col Toro suddetto quest’incontro è rimasto One and Only, segnatevi anche questa: «amare vuol dire non dire mai mi dispiace», la mitica frase di Love Story. Sicuramente sono stati quelli del Toro a suggerirla, ma soltanto perché incapaci di porgere delle scuse.

SilviaZucca

IL LIBRO E L’AUTRICE – Guida astrologica per cuori infranti (Nord, in uscita l’8 giugno) è un romanzo irresistibile come la sua protagonista, Alice Bassi, trentenne tenera e pasticciona alla ricerca dell’anima gemella, e brillante come la sua autrice, Silvia Zucca, che dopo una vita da traduttrice ha deciso di esordire nella narrativa con una storia che vi conquisterà.

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SilviaZucca

L’autrice 

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