Sono tante le storie, i racconti e i film su Babbo Natale... ma quanti quelli sulla Befana? Gianni Rodari ne ha scritto uno, "La freccia azzurra", dove ci presenta una Befana fuori dagli schemi...

Sono tante le storie, i racconti e i film su Babbo Natale… ma quanti quelli sulla Befana? Nel 1964 Gianni Rodari ne scrisse uno: si intitola La freccia azzurra ed è l’avventurosa fuga di un gruppo di giocattoli dalla vetrina di un negozio per andare alla ricerca di un bambino. Qui appare la Befana in una veste un po’ particolare.

Rodari, infatti, si diverte a giocare con il personaggio della Befana, che per tradizione è la vecchietta che “vien di notte con le scarpe tutte rotte”: qui, invece, è una vera e propria imprenditrice (quasi baronessa), un po’ avara e sicuramente molto attenta alle spese. La notte tra il 5 e il 6 gennaio la signora sale sulla sua scopa e, sfidando il freddo e la neve, consegna i regali solo ai bambini i cui genitori sono andati in negozio ad acquistare i giocattoli. È più simile a un corriere espresso, insomma! Le piace anche prendere la camomilla con due cucchiai di rum e fa impazzire la povera Teresa, la sua assistente, con promesse di aumenti di stipendio che poi non mantiene. Per il resto dell’anno la Befana dirige il negozio, dove espone i giocattoli che i bambini possono vedere e poi chiedere ai genitori.

Befana Gianni Peg
Illustrazione di Gianni Peg

Un personaggio realistico e moderno, quello creato dall’autore di libri per bambini, che si è dovuto adattare al consumismo e alle logiche contemporanee: non la strega cattiva da temere né la signora buona che porta i regali ai bambini nuovi, la Befana vive dei giocattoli che riesce a vendere, come una qualsiasi imprenditrice. Per questo non può portare la freccia azzurra al piccolo Francesco, né accontentare i tanti bambini che le scrivono le letterine, e di cui Teresa annota pazientemente i nomi in un taccuino. Per questo i giocattoli che ha esposto in vetrina, il capostazione, il manovratore e il macchinista della Freccia azzurra, il pilota dell’aereo, il capitano Mezzabarba, il capo pellerossa Penna d’argento, le bambole, gli ingegneri del Meccano, le marionette, i pastelli colorati, l’orso giallo e Spicciola, un cane peluche, decideranno di scappare per far felici i bambini poveri, tra cui Francesco.

Befana Costa
Illustrazione di Nicoletta Costa

I giocattoli diventano così gli eroi del racconto, sovvertendo le logiche ingiuste e fredde del commercio, rappresentate dalla Befana. Ma Gianni Rodari non è tipo da condannare moralmente nessuno, figuriamoci la Befana: sul finale, infatti, la nostra quasi baronessa rivendica il proprio ruolo di “conoscitrice di bambini” e di fronte al capitano che accusa Francesco di furto si dichiara convinta che il bambino non stia mentendo (“Sono forse diventata tanto vecchia da non capire quando un ragazzo dice la verità e quando racconta una bugia?”). La Befana porta con sé il piccolo Francesco e gli offre un lavoro nel proprio negozio, con cui, tra le altre cose, il bambino può contribuire alle spese di casa.

Befana Mulazzani
Illustrazione di Simona Mulazzani

Rileggere La freccia azzurra è dunque un’occasione per riscoprire una Befana un po’ fuori dagli schemi e un classico italiano della letteratura per bambini.

Befana Peg
Illustrazione di Gianni Peg

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