Siamo in Ungheria: la biblioteca dell'Arcidiocesi di Eger fu aperta nel 1793. Oggi ospita migliaia di libri rari, oltre a una lettera autografata di Mozart. Affreschi ne decorano le pareti su cui poggiano le librerie, realizzate senza usare nemmeno un chiodo - La storia e le immagini

La biblioteca dell’Arcidiocesi di Eger, in Ungheria, fu aperta nel 1793 e all’epoca era la seconda biblioteca pubblica presente nell’intero paese. Concepita dal vescovo Eszterházy per essere una biblioteca universitaria, non poté in realtà diventarlo, perché l’imperatrice Maria Teresa negò a Eger l’autorizzazione per avere un’università. Tuttavia, come si legge su Ieger.com, una collezione di oltre 16.000 volumi, pensata per servire quattro diverse facoltà universitarie, vi era già stata sistemata.

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Oggi la collezione della biblioteca conta 150.000 volumi, compresi codici e incunaboli e, fra molti altri pezzi di rilievo, una lettera scritta e firmata da Mozart. Ma a meritare l’attenzione del visitatore non sono tanto i manoscritti, quanto il luogo dove si trovano e in particolare l’affresco in trompe l’oeil dipinto sulla volta. Opera dell’artista viennese Lukas Kracker e di suo figlio Zach József, rappresenta il Concilio di Trento.

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L’affresco fu completato nel 1778 e rappresenta la risposta di Eszterházy all’Illuminismo e alla Riforma. Vi sono rappresentati il teologo gesuita Salmeron insieme ai rappresentanti del Sacro Romano Impero, del Papa, e di Ferdinando I re di Ungheria, a significare l’unità della Chiesa, dell’Impero e dell’Ungheria. In tutto l’affresco contiene 150 figure. Diplomatici e nobili, ma anche scene tematiche dedicate ai principali temi del Concilio di Trento: alla censura dei libri proibiti, all’ordinamento dei preti, al sacramento dell’estrema unzione, al culto della Vergine e dei santi.

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I libri sono contenuti in librerie che furono disegnate apposta per il luogo dall’architetto Jakab Fellner e che furono costruite da un artigiano e carpentiere locale, Tamás Lotter, senza usare alcun chiodo: impresa notevole se si considera il peso che devono portare. Le librerie hanno uno sfarzoso stile barocco, sono intervallate da medaglioni dorati, che rappresentano figure illustri, e salgono su fino all’affresco trompe-l’oeil della volta.

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La biblioteca nelle intenzioni di Eszterházy era innanzitutto una dichiarazione sul ruolo della Chiesa nella società, da qui la necessità di apparire bellissima e sfarzosa. La sua preoccupazione fu così centrata sull’estetica, che anche i libri vennero catalogati per la loro apparenza, a seconda delle dimensioni, rendendo laborioso trovarli.

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