Jacques Thorens, parigino, racconta le storie di chi popola il Brady, cinema del X Arrondissement meta di intellettuali, bohemien, ma anche barboni. A ilLibraio.it, l'autore e proiezionista, spiega come il quartiere e l'intera città stanno cambiando per via della "gentrificazione", "dell'aria pesante" dopo gli attentati e del ritorno della destra razzista e xenofoba in Francia. E consiglia anche un film da vedere per capire la Parigi più autentica, quella che resta tagliata fuori dalle cartoline...

Il Brady è un cinema parigino che resta ancorato al suo passato. Covo di intellettuali nostalgici e rifugio dei barboni e dei poveracci che vivono sulle strade del X Arrondissement, quartiere multiculturale della città, a due passi dalla Gare du Nord e disseminato di parrucchieri africani.

Cinema Brady

Jacques Thorens, parigino da quando aveva tre anni (ora ne ha quarantadue), ha deciso di raccontare le storie di chi siede nelle sale del Cinema Brady dal 2000, anno in cui ha iniziato la sua carriera come proiezionista nella sala cinematografica. Ma anche di chi, al Brady, ci passa per suonare la chitarra, usare la toilette e approfittare delle poltrone in sala per farsi una dormita.

Thorens, autore de Il Brady (L’Orma), ha raccontato a ilLibraio.it come sta cambiando la sua città, Parigi, anche dopo gli atti di terrorismo, a partire da uno dei quartieri più popolari e multiculturali, ma anche dell’influenza del digitale sull’abitudine di andare al cinema.

Cinema Brady

Non è così comune scrivere un libro sulle persone che frequentano un cinema. Perché ha deciso di mettere nero su bianco le storie che girano attorno al Brady?
“Lavorando al cinema sono entrato in contatto con così tanti ‘personaggi’… e quello che accadeva, spesso, era davvero pazzesco, così non ho potuto fare a meno di scriverne”.

Infatti i suoi personaggi sono una sorta di “commedia umana”. Ma anche il X Arrondissement è un luogo speciale, diverso dalla Parigi delle cartoline, e sta cambiando. In che modo?
“Per prima cosa la gentrificazione si è abbattuta sulla città di Parigi e il quartiere ne ha risentito moltissimo. Si vede proprio il cambiamento in atto e gli affitti si stanno alzando anche qui. Ci sono sempre più persone che per questo motivo preferiscono vivere fuori città e poi venirci ogni giorno in auto o coi mezzi di trasporto. Nel nostro quartiere, per via degli affitti cari, molti immobili sono sfitti. In generale, nella città, ci sono zone dove sembra mancare la vita vera, la quotidianità: parlo di strade di negozi di lusso e uffici, in cui non abita nessuno”.

Gli attacchi terroristici che hanno colpito Parigi nel 2015 hanno generato conseguenze che tutt’ora influenzano la vita in città?
“Sicuramente l’aria si è fatta più pesante in tutta la Francia ma, soprattutto, la destra ha recuperato e reso più credibili le sue teorie nazionaliste e xenofobe. In generale, però, in città non è aumentato il razzismo, anche se alcuni politici, in tutto il mondo – penso anche a Trump -, ne hanno reso proprie le volgarità e le bassezze”.

Cinema Brady
Intero del Brady

Secondo lei, il digitale e lo streaming di film hanno cambiato il modo in cui andiamo al cinema?
“Non credo che il digitale si sia sostituito al cinema. Piuttosto, le persone hanno iniziato a venire di meno al Brady quando sono stati alzati i prezzi dei biglietti, anche se poi alla fine, per vedere un bel film, ci tornano lo stesso. Diciamo che il prezzo più alto ha fatto abbassare il numero di quegli avventori che usavano la sala e il cinema per altri scopi”.

Cinema Brady

Per concludere, dato che di film ne avrà visti moltissimi, ci consiglia un titolo in grado di raccontare davvero Parigi?
“Les Ripoux di Claude Zidi. Il titolo è un termine gergale che indica i poliziotti corrotti e il film è ambientato a Barbes, il cuore musulmano di Parigi”.

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