Quella dell'editoria libraria è una vera comunità internazionale, in cui l'Europa svolge un ruolo centrale. Non a caso, nel corso di queste settimane segnate dall'emergenza covid-19, tanti editori da tutto il mondo stanno sentendo i loro colleghi italiani. Lo conferma un ampio speciale del francese Le Monde

A conferma che quella dell’editoria libraria è una vera comunità internazionale, in cui l’Europa svolge un ruolo centrale, nel corso di queste settimane segnate dall’emergenza covid-19, tanti editori da tutto il mondo stanno sentendo i loro colleghi italiani sia, ovviamente, per rassicurarsi sullo stato di salute loro e di autori e dipendenti, sia per capire come è possibile affrontare e reagire alla difficile situazione. Sì, perché, come in più occasioni abbiamo raccontato, l’intera filiera del libro subisce pesantemente gli effetti del dilagare del coronavirus.

A questo proposito, in Francia Le Monde ha dedicato uno spazio davvero ampio a come il mondo culturale italiano, e in particolare editori, scrittori, librai, agenti letterari e intellettuali, stanno vivendo questo momento, interpellando Stefano Mauri, Milena Agus, Marco Amerighi, Silvia Avallone, Ginevra Bompiani, Caterina Bonvicini, Riccardo Calimani, Luciana Castellina, Cristina Comencini, Mario Fortunato, Maurizio De Giovanni, Valerio Magrelli, Nadia Terranova, Giuseppina Torregrossa, Marco Vigevani e Marco Vola.

Come ha raccontato Mauri, presidente e Ad di GeMS, “il nostro mestiere è un mestiere sociale, il nostro scopo è scoprire nuovi scrittori, aiutarli a raggiungere i loro lettori, coltivare e aiutare gli scrittori già affermati a raggiungere sempre più lettori. Per fare questo facciamo continue riunioni di brainstorming, in cerca della chiave per aprire quella porta ai nostri autori: ci piace discutere di libri, incontrarci davanti alla macchina del caffè, organizziamo incontri culturali, presentazioni, festival, fiere. E tutto questo è stato spento nel giro di pochi giorni... Tuttavia in tre o quattro giorni abbiamo imparato a vederci sullo schermo per fare riunioni ancora più numerose di prima, a offrire ai lettori presentazioni in streaming, ad aiutare i nostri autori a coccolare il loro pubblico con incontri online, come Donato Carrisi che ogni giorno alle 19 legge su Instagram un capitolo de Il suggeritore, il suo primo successo. E molti altri autori si sono sentiti insopportabilmente tagliati fuori dall’incontro con i loro lettori e hanno inventato formule di partecipazione attraverso i social”.

 

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