Intervista al presidente dell'Ali Alberto Galla: "Ci sentiamo lasciati soli dalle istituzioni". E sull'ascesa dell'e-commerce e gli e-book in libreria...

In un momento non certo facile per il settore, Il Libraio ha parlato delle prospettive future per la categoria con il presidente dell’Ali (Associazione librai italiani) Alberto Galla, la cui famiglia, vicentina, si occupa di libri dal 1880.

 

Numeri alla mano, il 2014 finora è stato un altro anno difficile per le librerie indipendenti: ci sono segnali di speranza per i prossimi mesi?
“Al di là delle gravi difficoltà oggettive di molte librerie, non manca chi ‘resiste’.  Anche a causa del contesto complicato, molti miei colleghi si stanno finalmente ‘aprendo’ e attivando. Noto dunque un certo dinamismo, che mi fa ben sperare”.

Insomma riesce a essere ottimista…
“Certo non nego la crisi durissima con cui tutti facciamo i conti… ma se guardo a quello che accade nei mercati esteri, osservo che i librai che hanno idee nuove riescono non solo a sopravvivere, ma anche a crescere. Il vero problema in Italia, è che noi librai ci sentiamo lasciati soli dalle istituzioni”.

Stando al “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2014”, a cura dell’Ufficio studi dell’Aie, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, mentre cresce quello dell’e-commerce. Invertire la tendenza è un’utopia?
“Temo di sì. Ho toccato con mano  la diffusione dell’e-commerce nelle scorse settimane, con i testi per la scuola. La verità è che gli italiani guardano con sempre maggiore attenzione all’e-commerce. E’ in atto una trasformazione epocale, che riguarda sempre più da vicino anche il nostro mondo”.

In questo contesto, quali sono gli obiettivi dell’Associazione che presiede?
“Far riscoprire alle librerie indipendenti la propria vocazione. E non solo: vogliamo tenere duro anche sul versante della formazione…”.

Quindi, nonostante questa fase durissima, ci sono ancora tanti ragazzi che aspirano a diventare librai?
“Sì, anche se sono meno rispetto al passato… Con la Scuola librai italiani e la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri vogliamo anche porre l’accento sul tema dell’innovazione. E vogliamo aiutare le librerie in cui il ricambio generazionale non è ancora avvenuto”.

A proposito, gli iscritti all’Ali sono sempre in calo?
“E’ così. Purtroppo abbiamo perso per strada un po’ di librerie. Parlerei di ‘lenta erosione’. Attualmente i soci sono poco meno di 300, ma negli anni d’oro, e mi riferisco a una quindicina di anni fa, avevamo toccato quota 500. Altri tempi…”.

Chiudiamo guardando al futuro prossimo e parlando di e-book in libreria: state ancora pensando a un progetto comune per le librerie indipendenti italiane?
“Sì, ma non è affatto semplice arrivarci. All’orizzonte sembrano aprirsi, però, prospettive interessanti. Penso ad esempio all’arrivo in Italia, dalla Germania, dell’e-reader Tolino… Quel che è certo è che non intendiamo regalare la nostra banca dati clienti al ‘nemico’. Inoltre, vogliamo che si vendano gli e-book da un portale che sia collegato con le singole librerie”.

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