La petizione nata per difendere la nostra lingua dall'abuso dei termini stranieri ha quasi raggiunto il traguardo delle 75mila firme. L'Accademia della Crusca propone 3 nuove iniziative per sostenerla. Scopri quali...

#dilloinitalianola petizione di cui vi abbiamo già raccontato, nata per “invitare il governo italiano, le amministrazioni pubbliche, i media, le imprese a parlare un po’ di più, per favore, in italiano”,
lanciata su Internazionale da Anna Maria Testa e supportata dall’Accademia della Crusca, ha raccolto, dopo solo una settimana dal lancio, decine di migliaia di adesioni.

Come spiega la stessa Anna Maria Testal’Accademia della Crusca non si è limitata solamente a esprime un apprezzamento per l’iniziativa di salvaguardia della lingua, ma ha proposto tre importanti iniziative:

1) Attiverà a breve termine – solo il tempo necessario per organizzare tutto quanto – un esperimento innovativo di analisi e discussione condivisa in rete delle parole inglesi usate nell’italiano corrente. Lo farà a partire dalla lista di 300 parole pubblicata da NeU (Nuovo e Utile, il sito curato da Anna Maria Testa ndr) un anno fa, che è stata giudicata ” una base interessante”. Vuole farvi domande e chiedere risposte a tutti voi e, a partire da queste, proporre, se serve e se siete voi a chiederlo, alternative accettabili.

2) Prima dell’estate la Crusca, con le istituzioni della Svizzera Italiana che si occupano della nostra lingua, intende organizzare un incontro con i mezzi d’informazione nazionali (Tv, radio, stampa) per promuovere le istanze proposte da #dilloinitaliano e trovare, insieme, soluzioni efficaci, sensate, accettabili e realistiche. Questo è solo il primo passo di un lavoro di sensibilizzazione a un uso consapevole della lingua, da svolgere presso chi ha ruoli pubblici e la responsabilità di farsi capire.

3) La Crusca sta anche attivando un gruppo di monitoraggio di quelli che i linguisti chiamano “anglicismi incipienti”: sono le parole inglesi nuove di zecca continuamente introdotte da politici, tecnici e amministratori. Anche per queste si possono immaginare e proporre alternative condivise.

La petizione è davvero vicina all’obiettivo finale di 75.000 firme e, probabilmente, quando leggerete questo articolo, il traguardo sarà stato raggiunto.

Ecco i “firmo perchè…”

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