A conferma della difficoltà della filiera del libro, dopo 15 anni chiude il progetto di distribuzione “specializzata in editoria di qualità" fondato da Massimo Roccaforte. Ma, dal 12 al 14 dicembre, a Milano è in programma una tre giorni di incontri per raccogliere fondi e "analizzare insieme un momento di transizione difficile". E il futuro? "Proveremo a ripartire..."

A conferma del momento difficile che vive la filiera del libro, arriva la chiusura, dopo 15 anni di lavoro, di NdA (Nuova distribuzione Associati), progetto di distribuzione “specializzata in editoria di qualità”, fondato a Milano nell’estate del 1999 da Massimo Roccaforte (dal 2000 la sede si è spostata a Rimini).

Mentre a Roma prende il via, in un clima non certo entusiasmante, la Fiera della piccola e media editoria Più libri più Liberi, si apprende quindi che il 31 dicembre “termineranno le attività” di Nda. Ma prima, per tre giorni (dal 12 al 14 dicembre), il centro sociale Leoncavallo di Milano ospiterà Indipendent Days, tre giorni di incontri sull’editoria, di mostre fotografiche e concerti. In programma, tra l’altro, una mostra mercato della piccola editoria alla quale hanno aderito una ventina di sigle. La manifestazione culturale verrà inaugurata dall’assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno.

L’obiettivo della tre giorni? “Analizzare insieme un momento di transizione difficile”, si legge nel comunicato di presentazione. Tra i marchi che hanno aderito a Indipendent Days, che servirà, tra l’altro, a “raccogliere fondi per sostenere NdA e gli editori”, hanno aderito marchi indipendenti come Marcos y Marcos, minimum fax, Coconino Press, Sonda e Tunuè, oltre a diversi altri.

IlLibraio.it ha contattato Massimo Roccaforte per capire con quali conseguenze si concluderà quest’esperienza: “Grazie ad accordi individuali, gli editori finora legati in esclusiva a NdA, una quarantina, saranno distribuiti da Pde. Abbiamo chiesto noi a Pde di intervenire. Si tratta di un accordo collettivo, poi firmato dai singoli marchi”. Roccaforte prosegue: “Ho amato questo lavoro, per cui ho dato il massimo in questi anni. Il nostro errore è forse stato quello di aver voluto fare troppo... Abbiamo costruito un sistema in cui la piccola editoria è stata protagonista, fatto di eventi, case editrici, librerie…”. E il futuro? “Proveremo a ripartire, con 15 anni di esperienza in più. In un contesto profondamente cambiato”.

 

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