"Questo mestiere continuerà ad avere un senso se saremo convinti che coi libri si può migliorare il mondo...". Abbiamo chiesto al direttore editoriale Lorenzo Fazio di raccontarci le novità in casa Chiarelettere, che si apre alla narrativa straniera e che punta, tra l'altro, sulla nuova serie “Altrove", in cui saranno pubblicati brevi romanzi collocati in un tempo futuro per svelare l’opacità del presente (si parte con Luciano Funetta e Violetta Bellocchio)

Girata la boa del decimo anno di vita, Chiarelettere si appresta ad accrescere l’offerta editoriale con un programma per il 2018 nuovo e diversificato. In questi primi dieci anni la casa editrice si è fatta conoscere soprattutto per inchieste coraggiose e pamphlet su temi di forte attualità (è appena uscito il saggio di Peter Gomez, Il vecchio che avanza), ora è arrivato il momento di consolidare questa immagine conservando le caratteristiche che l’hanno resa celebre ma, allo stesso tempo, puntando su autori di maggiore tenuta, per aumentare il catalogo e renderlo più duraturo.

Già i saggi della collana “Biblioteca” (S. Weil, H.Arendt, A.Gramsci, don Milani, J.London…) avevano arricchito il catalogo, costituendo il naturale pendant delle inchieste e dei pamphlet. Ora, con una nuova offerta di autori di letteratura, Chiarelettere intende appoggiarsi al romanzo come chiave per raccontare la realtà, continuando, con altri mezzi, quello scavo iniziato con la saggistica e mantenendo, rinnovato, l’impegno civile che ha ispirato la nascita della casa editrice.

Bachtyar Ali

Nella collana “Narrazioni”, che ha già ospitato libri di Camilleri, Manzini, Fo, Corona, a inaugurare la serie di scrittori stranieri, curata da Brian Moore, giovane newyorkese che lavora tra Milano e gli Stati Uniti, sarà il romanzo L’ultimo melograno dello scrittore curdo Bachtyar Ali (l’8 marzo in libreria), fenomeno editoriale “che ha conquistato l’Europa” (Die Zeit), ma che non è ancora stato intercettato in Italia. Residente in Germania e osannato dalla critica tedesca e inglese, l’autore sarà presente a Tempo di libri (11 marzo, ore 12:30). La storia – un padre alla ricerca del figlio dopo una prigionia di anni in seguito alla sua opposizione al regime di Saddam Hussein – è struggente come una favola ed è sorretta da una qualità di scrittura eccezionale. Ecco come la letteratura può venire in aiuto per capire il destino drammatico di chi vive la guerra e la segregazione, svolgendo questa funzione meglio di un saggio o di un reportage.

Continueremo su questa strada con altri romanzi interessanti da un punto di vista geopolitico, oltre che di valore letterario. A maggio uscirà il libro del romanziere anglo indiano Sunjeev Sahota, L’anno dei fuggiaschi, tradotto in 14 paesi: la storia epica di tre immigrati illegali condannati a una fuga continua che arrivano a Sheffield, aiutati a sopravvivere da una giovane donna sikh. Un romanzo pluripremiato in Inghilterra. Tutti autori nuovi, quindi (a settembre sarà la volta della danese Christina Hesselholdt con il romanzo Vivian), capaci di sorprenderci, al di fuori dei soliti circuiti internazionali, e che arrivano da mondi e situazioni che poco conosciamo.

Maurizio Maggiani

Stesso discorso vale per la narrativa italiana. Nella nuova serie “Altrove”, a cura di Michele Vaccari, saranno pubblicati brevi romanzi collocati in un tempo futuro per svelare l’opacità del nostro presente. A inaugurare la serie sarà Luciano Funetta con Il grido, a seguire Violetta Bellocchio con La festa nera, e poi Marino Magliani con Altrove. Di nuovo autori di alta qualità letteraria con una voce riconoscibile. Nessun compiacimento nostalgico, nessun “ritorno all’ordine” di tanta narrativa contemporanea, piuttosto la voglia di andare oltre i generi letterari consolidati per raccontare un “altrove” nel tempo e nello spazio, che forse già ci appartiene.

In questa cornice di novità e conferme, tra cui possiamo inserire l’inchiesta di Fasanella, che si basa su documenti desecretati, Il puzzle Moro, e il dialogo Sempre, tra Luigi Verdi della comunità di Romena e lo scrittore Maurizio Maggiani, entrambi in uscita a marzo, sta la scommessa di Chiarelettere, volta ad affrontare con energie rinnovate le sfide di un mercato difficile, ben sapendo che comunque questo mestiere continuerà ad avere un senso se saremo convinti che coi libri si può migliorare il mondo, contribuendo a dare una direzione al nostro cammino, a quello che siamo.

 

 

 

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