Francesco Sole fa tremare i poeti e sospirare le ragazzine. Nonostante il buonismo e la prevedibilità dei contenuti, i suoi libri (#Ti voglio bene e #Ti amo) vendono, ed è interessante cercare di capire come questo avvenga... - L'approfondimento di Matteo Fumagalli

Francesco Sole (psudonimo di Gabriele Dotti, classe ’92) fa tremare i poeti e sospirare le ragazzine. I meno attenti al mondo del web staranno reagendo con un “ma chi?”. Bel ragazzo, faccino pulito, educato e delicato nei modi, fece discutere qualche anno fa (sembra passato un secolo) per una serie di video edulcorati che ironizzano sulla vita dei giovani e sui social e per aforismi motivazionali che circolavano su Facebook. Nonostante il buonismo e la prevedibilità dei contenuti, la sua figura divenne virale in pochissimo tempo. Fece discutere anche per una piccola polemica, dopo che la sua natura di “star nata dal web” venne messa in discussione, puntando il dito contro un presunto progetto costruito a tavolino.

Francesco Sole

Ora. Di figure nate a tavolino ne è piena dalla storia: dalla musica al cinema e anche attraverso il web (un esempio sul quale si discute è quello di Justin Bieber: pare che fosse già sotto contratto discografico prima di esplodere su YouTube come giovanissimo musicista). “Creare” un influencer ad hoc, comunque, ha un che di affascinante. Soprattutto ai tempi del primo Francesco Sole: nettamente in anticipo, quando ancora ci si illudeva che un business sfrenato sugli influenti dei social fosse un miraggio lontano. Un alter ego, Sole, che già dallo pseudonimo rivela buoni sentimenti e saggezza ottimista da bacio perugina.

Non sorprende (o quasi) rivederlo, quindi, resuscitato come poeta in due raccolte bestseller (#Ti voglio bene e #Ti amo). Poesie abbozzate, concilianti e, soprattutto condivisibili nel contenuto (l’amore è bello, la famiglia è bella e tu sei bella) quanto scontate e persino goffe nella struttura e nelle immagini evocate. L’antitesi della poesia, insomma: laddove il poeta racconta lo straordinario attraverso l’ordinario, questi pensieri raccontano il reale travestito in una patina zuccherosa tardo-adolescenziale composta di frasi fatte. E se la poesia rimane un mercato di nicchia, i versi di Sole vendono. Tanto. Ed è interessante cercare di capire come questo avvenga: com’è possibile creare attorno a un ragazzo un’aura da guru dei social e fare in modo che questa funzioni a livello commerciale, anche quando queste massime non raccontano effettivamente nulla, o quasi?

Francesco Sole

E dire che gli adolescenti, in cerca di un’identità e propensi a sperimentare con essa, sono anche pronti a una certa ricerca dell’estremo. Basti pensare agli autori cult di ogni teenager che si rispetti (Chuck Palahniuk? Charles Bukowski?), ma anche ai recenti fenomeni teen spesso un po’ troppo spinti (la saga After e tutto il filone erotico dello young adult). Come può trovare posto in questo mondo la gentilezza melensa di Francesco Sole?

Se c’è una cosa che dà corpo ai fan di questi sorridenti influencer è proprio l’influencer stesso. Viviamo in un momento in cui tutto ci è accessibile con un click e, quindi, ogni stranezza può essere reperita in pochi secondi. Un momento globalizzato e ricco di stimoli: gli adolescenti di oggi non hanno difficoltà a reperire uno splatter inedito in Italia o a idolatrare un idolo pop coreano le cui canzoni non passano in radio. In questo caleidoscopio di stimoli multiculturali, figure come Sole sembrano riconciliarci con la semplicità della felicità come ci è sempre stata raccontata: il principe azzurro, carino, delicato e galante… Le poesie di Sole, decontestualizzate, perdono totalmente il loro storytelling. Sono opere che vivono anche al di là della carta su cui sono stampate, incarnate dal mondo del personaggio-autore: idealizzato, che pare uscito da un vecchio film per adolescenti. Un mondo che non può che essere sognato da chi guarda, che non ha nulla di sorprendente ma che, in questo caos di stimoli e link, pare essere per molti la vita degli altri che vorrebbero avere.

 

 

Commenti